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lunedì, 27 Maggio 2024

“Satira su tutto”. Firmato Sergio Staino

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Claudio Mellana e Dino Aloi

 

Dopo la strage di Charlie Hebdo sembrava che gli autori satirici, i disegnatori in particolare, fossero diventati tutti delle icone della democrazia occidentale.
A un anno di distanza nessun nuovo autore è stato chiamato ad affiancare quelli come te, pochissimi, già affermati.
Questo vuol dire che in Italia il livello dei vignettisti è molto basso? Tanto che un quotidiano importante come La Stampa non sente di dover pubblicare neppure una vignetta?

Non solo non se la sente la Stampa ma chiudono anche le vignette già consolidate sui giornali. Guarda il Corriere che non solo ha messo fuori Vincino ma poi ha cancellato i vignettisti che erano sulla pagina delle lettere da più di 20 anni. Il problema è che cercano autori che portino lettori ma li cercano in una forma molto meccanica.
Per esempio Repubblica ha dato varie pagine a Zerocalcare sollecitata dall’enorme successo editoriale che ha avuto e sperando di ripetere questo esito sulle sue pagine ma avevano fatto male i conti: i giovani che seguono Zero non se la sentono di leggere Repubblica. Comunque il problema della
qualità delle vignette rimane, non tanto per la bravura dei disegnatori quanto per la necessità di cercare approcci diversi al racconto satirico dei nostri anni. E’ questo tipo di lavoro che manca e che vorrei invece trovare tra i giovani. Noi, da questo punto di vista, siamo sopravvissuti.

Internet è un mezzo con enormi potenzialità per quanto riguarda la
veicolazione di vignette satiriche, in particolare di satira politica ma contestualmente è anche un mezzo che inflaziona in modo esasperato quella che chiamiamo informazione.
Vedi il rischio che troppa informazione, ovvero troppa satira, alla fine voglia dire nessuna informazione ovvero nessuna satira? E soprattutto vedi “troppa satira” in giro su internet?

Non sono uno che naviga in continuazione sulla rete, ci sono
altri che navigano per me e quando c’è qualcosa che funziona prima o poi ti giunge all’orecchio. Così è stato per i filmati del Terzo Segreto di Satira o per le battute di Spinoza e di Lercio. Certo l’informazione in rete è tantissima e molte cose sono spazzatura totale. Occorre sapere orientarsi e discernere le cose che sono sincere, hanno una passione dentro, hanno un’idea, dalla tanta robaccia che le circonda. Però quando uno ha valore e ha cose nuove da dire, il pubblico della rete lo esalta.
Così è nato Zerocalcare, e prima di lui Makkox.

Qualcuno dei politici che hai satireggiato ti ha mai querelato o si è offeso in maniera significativa?

Querelato mi ha querelato solo un privato, Achille Maramotti
proprietario e fondatore della Max Mara, ma perse la causa. Arrabbiati con me moltissimi della destra ma soprattutto due grossi personaggi della sinistra: Craxi e D’Alema. Con loro ho avuto scontri molto violenti ma senza mai giungere alle querele. All’epoca di Emme mi querelò Goffredo Bettini ma tutta la direzione del partito lo convinse a ritirare la querela.

Renzi pensa che tu sia un gufo? Il vostro rapporto è buono nonostante differenze ideologiche di base?

C’è un rapporto di una certa amicizia e simpatia. E’ un personaggio che “mette la faccia” e questo mi piace perché è sempre stato molto difficile trovare dirigenti della sinistra che avessero il coraggio di fare questo. Lui questo coraggio ce l’ha e gliene va dato atto. Penso che sia sincero che vuol fare del bene all’Italia, penso anche che ce la metta tutta in questo senso, che non sia mosso da interessi meschini e privati. Per me e per tutti quelli che come me vengono dall’esperienza marxista, non possiamo condividere questa sua marcia senza uno straccio di strategia operativa a tempo lungo, senza un’idea di dove va il mondo
e di quali sono le contraddizioni da aggredire e in che forma. E’ un governo che vive alla giornata e spesso un po’ troppo subalterno al mercato. Ma è anche l’unico elemento progressista operativo oggi in Italia. La sinistra in questo momento è finita, guardate Fassina,Cuperlo, Civati, Cofferati, Vendola… non riescono più a mettersi d’accordo neanche per andare a mangiare una pizza insieme in trattoria.
Cosa possiamo aspettarci da questi?

Ma la satira ha ancora una sua utilità sociale o rischia la fine delle ideologie del novecento?

La satira come gioco intellettuale ha il compito di seminare dubbi di fronte ai dogmi e alle ipocrisie che ancora dilagano. Da questo punto di vista ha una lunga vita davanti. Sono la forma, il senso e il carattere che vanno adeguati ai nuovi tempi, non la satira come espressione generica.

Quindi tu pensi che la satira aiuti a far capire e, per così dire, a correggere errori?

Che aiuti a far capire direi proprio di sì. Non potrà fare miracoli ma se una vignetta ti aiuta a vedere un problema in un modo leggermente diverso da come lo avevi visto in quel momento è già un grande successo.
Naturalmente più si capisce e più c’è la possibilità di evitare degli errori. Io vorrei che le nostre vignette avessero sempre dentro quel grammo di intelligenza e di visione del mondo che ci aiuti a fare un millimetro sul piano della conoscenza ma è molto difficile riuscirci.

Da “Nuovasocietà” n° 5 del 15 maggio 2016    staino

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