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venerdì, 24 Maggio 2024

“Salvate i gatti del Filadelfia”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Presidiano davanti a Palazzo di Città, con cartelli e striscioni in difesa dei felini che vivono all’interno del Filadelfia, il vecchio stadio del Toro oggi abbandonato, ma che negli ultimi anni ha accolto un’intera colonia di gatti torinesi. Tra loro non solo “gattare” e associazioni animaliste come “Micetti granata”, ma anche residenti e amanti degli animali che hanno deciso di dare voce a chi non ce l’ha.
La questione è semplice, il 23 dicembre sarà l’ultimo giorno utile per la gara d’appalto per la ricostruzione dello Stadio Filadelfia, lo storico campo del Grande Torino, che dopo una diatriba durata settimane tra il Comune e la Società calcistica granata è giunta ad una conclusione: il vecchio stadio del Filadelfia verrà ristrutturato e tornerà a vivere. Ma cosa ne sarà della colonia felina che da anni vive al suo interno?
A chiederselo sono in molti, ma a fare più paura è proprio la risposta. Il rischio infatti è che per i gatti del Filadefia, avvenga la stessa fine di quelli della Continassa, di cui ormai non si sa più nulla. Di quella colonia infatti, a causa dei lavori che hanno portato alla realizzazione dello Juventus Stadium, si sono poi perse le tracce.
Eppure, come spiega Eraldo Bellini, portavoce dei manifestanti, «esistono delle leggi che tutelano questi animali e che non possono esser ignorate. Nel contratto tra il Comune e la società calcistica – spiega – ci deve essere una clausola nella quale chi fa i lavori si impegna economicamente a tutelare la colonia felina all’interno dello stadio. Non non ce l’abbiamo assolutamente con le società calcistiche, ma con l’amministrazione che deve mettere quella clausola nei contratti anche perché – continua Bellini – in caso contrario, i costi per lo spostamento e la salvaguardia dei gatti ricadrebbero sulla Città, ovvero su tutti noi».
Gli animali, secondo il regolamento che li tutela prevede infatti che chi di dovere si occupi di trovare loro un posto altrettanto accogliente come quello in cui vivono da tempo e al quale si sono abituati. I felini infatti, in quanto animali territoriali non possono essere spostati da un giorno all’altro, bensì con una procedura ben strutturata, per dare loro il tempo di abituarsi al cambiamento senza sconvolgere le abitudini della colonia.
Al momento però, della clausola a tutela dei gatti, nel contratto con il Toro, non c’è neanche l’ombra.
«Ci sentiamo presi in giro – spiega ancora Bellini – perché l’amministrazione pubblica nel mese di settembre, nel giro di una settimana ha dichiarato di avere stanziato 20mila euro per la colonia di gatti per poi rimangiarsi tutto. La legge, dice che le colonie vanno tutelate» chiosa Bellini.
«La nostra paura è che per questi gatti si ripeta l’errore della Continassa, catturati e spostati, ma di cui oggi non si sa più nulla. spiega una gattara, che da anni porta si occupa dei mici del Filadelfia. Insomma, la speranza è che qualcuno si occupi realmente del futuro della colonia di quello che un tempo era lo stadio del Grande Toro, con la costruzione magari di un gattile, per garantire la tutela dei felini torinesi.
 
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