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venerdì, 24 Maggio 2024

Saldi al via, ultima speranza per i commercianti di Torino delusi dal Natale

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Conto alla rovescia per i saldi invernali che anche a Torino inizieranno domani, sabato 3 gennaio, in anticipo rispetto agli anni scorsi quando il via era subito dopo l’Epifania.
Una misura applicata nella maggior parte delle regioni italiane nella speranza di fare fronte alla crisi dei consumi che non trova fine. Infatti, ad attendere con ansia l’apertura di domani sono soprattutto i commercianti stessi ben poco soddisfatti delle vendite prenatalizie.
Già, perchè se il mese di dicembre ha visto il centro città affollato, specialmente nei weekend, per i regali in realtà dai portafogli dei torinesi sono usciti meno soldi dell’anno scorso. Gli unici ad avere davvero le casse piene sono le grandi catene di abbigliamento e di oggettistica low cost. Mentre le boutique e i negozi di piazza San Carlo sono stati affollati da curiosi alla ricerca di qualche regalo che costasse poco e che spesso uscivano a mani vuote.
Forse proprio per questo negli ultimi giorni dell’anno era facile notare una certa tensione tra le casse e le vetrine. E per lo stesso motivo molti negozi hanno pensato di anticipare già gli sconti magari attraverso mail e messaggi inviati ai clienti invitandoli a comprare prima del 3 gennaio.
Tornando ai saldi, però, le stime delle associazioni di consumatori non sono positive: la spesa media dovrebbe aggirarsi intorno a 200 euro a famiglia, in calo rispetto all’anno scorso. E anche la scelta di anticipare la data per molti non servirà visto che gli sconti cadono proprio a ridosso delle festività quando in molti hanno già speso per regali e pranzi.
Dunque non resta che attendere cosa accadrà domani, quando di sicuro numerosi torinesi si affolleranno per i portici del centro: molti per curiosare, chissà quanti per comprare.

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