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domenica, 19 Maggio 2024

Roma, famiglia sgomberata a Centocelle con cariche e lacrimogeni

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Brusco risveglio questa mattina per il quartiere romano di Centocelle: per oggi era stata fissata l’esecuzione di uno sfratto per morosità in un appartamento in via degli Ontani. La famiglia coinvolta, di origine bengalese con due figli a carico, aveva però deciso di resistere all’ingiunzione richiesta dal padrone di casa, non avendo trovato fin qui nessuna alternativa al finire in mezzo alla strada.
Assieme a loro, fin dalle prime ore del mattino, decine di attivisti del movimento di lotta per la casa, oltre ad abitanti del quartiere che hanno scelto di solidarizzare con i propri vicini.
La speranza di aprire un dialogo con il Comune e trovare una soluzione dignitosa per la famiglia si è però infranta molto presto, quando alle prime luci dell’alba sono arrivati i primi mezzi blindati della polizia. Le forze dell’ordine hanno caricato il presidio che precludeva l’accesso alla palazzina, per poi entrare e procedere allo sfratto.
Gli attivisti hanno denunciato che, una volta dentro, gli agenti hanno sparato candelotti di gas lacrimogeni sulle scale che portano all’appartamento, così da costringere la famiglia, che intanto si era barricata sul tetto rifiutandosi di scendere, a uscire. Complice anche la mancanza di finestre, l’aria è diventata in breve irrespirabile. Un atteggiamento che è stato pesantemente criticato dalle persone presenti, che denunciano come la questione della casa venga ormai affrontata dall’amministrazione nei termini di un problema di ordine pubblico. La Questura romana ha smentito l’uso di gas lacrimogeni ma sui social network circolano ormai da alcune ore le foto dei candelotti usati e rimasti a terra dopo lo sgombero, che inchioderebbero gli agenti alla versione riferita dagli attivisti.

(L’articolo continua dopo la foto; immagini prese da Twitter)

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Dopo un paio d’ore la famiglia ha infine deciso di lasciare l’appartamento, dal quale è partito un piccolo corteo che si è diretto verso la sede del Municipio V, in via Torre Annunziata, per una conferenza stampa.
Da qui i movimenti di lotta per la casa hanno annunciato di voler proseguire la mobilitazione domani sotto l’assessorato alla casa della Regione Lazio.
Alcune immagini dello sfratto:

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