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domenica, 19 Maggio 2024

Ripartiamo dalla Costituzione: riconoscere diritti e dovere per garantire condizioni di pace

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di Vito D’Ambrosio

Via Saluzzo 18 a Torino. Ore 19 di sabato 5 febbraio. Lezione di Costituzione. A tenerla è il professore ordinario di diritto costituzionale Andrea Giorgis già consigliere comunale e oggi parlamentare PD. Trecento persone, nella moschea ricavata in un basso fabbricato interno cortile di San Salvario, quartiere conosciuto per la vivacità serale e per i conflitti un tempo sottolineati dalla presenza di ronde più o meno ‘padane’, hanno ascoltato, intervenendo con domande, la storia, il senso e le implicazioni pratiche che la Carta Costituzionale ha nella vita dei cittadini italiani. Come spesso sottolinea Giorgis: “Di tutti coloro che stabilmente vivono nel territorio italiano”. Significa che tutti noi che progettiamo la nostra vita su questo paese abbiamo uguale dignità di fronte alla legge. Soprattutto godiamo di “uguali diritti e uguali doveri”.
Sono principi universali che valgono sempre. Spiega Giorgis che la Costituzione è a garanzia della vita collettiva. Lo è verso il “potere politico, quello economico e quello culturale, religioso e in generale verso tutti coloro che trasmettono cultura”. Significa che “La Costituzione prevede dei limiti verso coloro che hanno il potere: trasferendo un pò il potere tra tutti”.
Un’ora e mezza di lezione “Nella casa di Dio che proprio per questo è aperta a tutti anche a coloro che non credono”. Così dice l’imam che accompagna il professore in questa ‘passeggiata’ nella Costituzione. In effetti seduti sulle sedie, o sui tappeti che coprono il pavimento della Moschea, quello che aleggia è una sensazione di condivisione. “E’ molto importante questo incontro”, sottolinea una sorridente assessora all’istruzione della Regione Piemonte, Giovanna Pentenero che indica in questa iniziativa unica nel suo genere, una modalità di costruire ponti tra culture che pur nascendo ‘diverse’ devono trovare un punto d’incontro. La Costituzione a questo serve. Ascoltando le parole di Andrea Giorgis viene facile comprendere quanto siano stati preveggenti coloro i quali hanno scritto questa Legge.
“Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”: è l’articolo 19 della Costituzione che combinato con l’articolo 8 “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano” produce un effetto di libertà di culto che nel nostro Paese deve essere rispettata. Infatti le norme che la Giunta regionale della Lombardia ha inserito per rendere difficile la costruzione di moschee sono state cassate dalla Corte Costituzionale. “Strumento di garanzia affinché la Costituzione venga rispettata da tutti gli organi con potere di legiferare”.
Dunque prima, importante, iniziativa d’incontro tra mondi che apparentemente sono divisi. San Salvario quartiere multietnico di Torino. L’Associazione culturale islamica di San Salvario, l’ANPI (Associazione nazionale partigiani d’Italia) bene hanno fatto ad aprire questa porta frutto di una attitudine al dialogo ed alla collaborazione. Testimonia nella pagine torinesi di La Repubblica Walid Dannawi, leader dell’associazione islamica torinese, che: “I nostri giovani si sentono italiani perché sono nati qui: è giusto che imparino le regole di questo paese”.
Adesso si pensa ad altri progetti. Magari una Costituzione tradotta in altre lingue per facilitarne l’avvicinamento. Questa è solo una delle sollecitazioni per la diffusione della Costituzione che significa diffondere la responsabilità dei cittadini verso i propri diritti. Vista da via Saluzzo 18, viene da pensare che queste esperienze devono essere estese e molto per consentire, per citare Giorgis, “Una nuova disciplina della cittadinanza che riguarderà tutti coloro che vivono stabilmente in Italia. Non è ragionevole pensare ad una frattura della comunità italiana sull’esercizio dei diritti”. Intanto, a fine incontro, un centinaio di libri editi dall’ANPI, della Costituzione sono stati distribuiti ai presenti. Un gesto simbolico. Un’altra arcata costruita del complesso percorso verso la comprensione reciproca delle proprie vite, culture e storie.

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