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martedì, 21 Maggio 2024

Rimborsopoli in Regione, una donna interrompe il consiglio: “Vergognatevi!”

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Lo scandalo emerso in seguito alle indagini sui rimborsi illeciti dei consiglieri regionali del Piemonte ha lasciato l’amaro in bocca e soprattutto rabbia. Li ha lasciati per un sistema che non funziona, sabbie mobili di scandali e inchieste sull’uso dei soldi pubblici.
Rabbia, come detto, e indignazione. E così una donna ha deciso di far sentire la propria voce. Si è recata a Palazzo Lascaris, sede del consiglio regionale, in via Alfieri, e ha urlato «Vergogna, Vergogna. La gente muore di fame», interrompendo così l’intervento del consigliere del Partito Democratico Davide Gariglio.
La donna ha poi srotolato uno striscione «Occupy Consiglio regionale, i vostri rimborsi sono uno schiaffo alla povertà».
I lavori del consiglio sono stati sospesi. L’interruzione è avvenuta dopo che il capogruppo del Pd, Aldo Reschigna, era intervenuto per sottolineare come «la condizione straordinaria che la Regione Piemonte sta vivendo ha rotto il rapporto di fiducia tra la comunità piemontese e i rappresentanti istituzionali della Regione». Anche Davide Gariglio era intervenuto su questo tema sottolineando che: «Nessuno di noi intende ergersi a giudice di altri ma c’è il problema che questa assemblea ha perso per l’opinione pubblica l’autorevolezza che le è necessaria per funzionare».
Immediate le reazioni. «La mia posizione è nota – ha dichiarato Eleonora Artesio della Federazione della Sinistra – perché più volte ho tentato di raccogliere le firme per restituire la parola ai cittadini. Sono contenta che ora questa proposta sia condivisa anche dal Pd. Ma io credo che non si debba aspettare. La seduta di oggi ha dimostrato ampiamente, se mai ce ne fosse stato bisogno, che non ci sono più le condizioni per continuare a lavorare in quest’Aula e affrontare i tanti temi importanti per il Piemonte che l’amministrazione sarà chiamata ad affrontare nei prossimi mesi. Per questo penso serva uno scatto e si debba dare tutti le dimissioni subito».

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