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mercoledì, 29 Maggio 2024

Riduzione orari di lavoro, Grimaldi (LUV): “Bisogna avere il coraggio di pensare e realizzare un mondo nuovo, per sconfiggere il virus e la crisi”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“L’emergenza coronavirus ci sta insegnando qualcosa sul lavoro, qualcosa che si intreccia con la lunga battaglia per la riduzione degli orari a parità di salario, sulla quale insistiamo da tempo” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi Marco Grimaldi, che ha presentato oggi in Commissione il suo progetto di legge regionale sull’utilizzo dei contratti di solidarietà espansiva per promuovere forme di riduzione dei tempi di lavoro.

“Il senso della nostra proposta di sperimentazione in Regione della riduzione dell’orario di lavoro – prosegue Grimaldi – parte da lontano quando, il Covid non c’era e l’unica crisi persistente era quella occupazionale, con la progressiva erosione del lavoro umano per mezzo dei processi di automazione. Eppure in Italia le proposte per accorciare la giornata o la settimana di lavoro sono ferme a trent’anni fa e continua a esserci chi lavora troppo e chi troppo poco”.

“Il Covid ci mostrato qualcos’altro” – aggiunge Grimaldi: – “allargare alla platea più ampia possibile lo smart working è un’opportunità per sperimentare orari ridotti a retribuzione invariata, l’abbattimento dei tempi e dei costi di trasferimento casa-lavoro, la riduzione del traffico e dell’inquinamento ambientale e, ovviamente, una più libera gestione del tempo, con più tempo libero, senza che la produttività ne risenta”.

“Proprio per questo motivo – continua Grimaldi – la Task Force governativa che sta pensando alle soluzioni migliori per convivere col coronavirus nei prossimi mesi, sta suggerendo una riduzione sostanziale dell’orario di lavoro: lo facciamo per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro ma quella riduzione dovrebbe avvenire a salario invariato con un contributo dello Stato. Spero quindi che il Governo accolga la proposta e che la accompagni a una riflessione più ampia: oggi in Italia, mentre l’indennità di maternità è all’80%, il congedo di paternità va solo da 5 a 7 giorni, e unicamente per i dipendenti delle imprese. Per evitare le discriminazioni nei confronti delle donne nelle assunzioni e nelle carriere, ma anche per consentire agli uomini di vivere pienamente la paternità, vogliamo un cambiamento radicale: indennità di maternità al 100% e 3 mesi di congedo di paternità obbligatorio”.

“La Regione – conclude Grimaldi – tra le misure per far ripartire il Piemonte, si troverà a discutere anche la nostra proposta: spero che il Consiglio regionale colga l’opportunità di intervenire ora su tutto questo perché significherebbe avere il coraggio di pensare e realizzare un mondo nuovo. Per sconfiggere il virus certo, ma anche le tante disuguaglianze create dalle crisi economiche: lavorare meno, meglio, tutti”.

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