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martedì, 21 Maggio 2024

Referendum Crimea, in arrivo gli inviati dell'Osce e sanzioni da Europa e America

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Un referendum illegittimo. Così è stato bollato il voto che questo fine settimane ha visto alle urne la Crimea. Ha vinto il fronte secessionista, quello del sì. La regione dell’Ucraina sarà annessa alla Russia.
Ma Stati Uniti e Unione Europea parlano di un referendum che è stato pilotato dal timore di un attacco militare da parte del Cremlino.
«La repubblica di Crimea intende costruire le sue relazioni con gli altri stati sulla base dell’eguaglianza, la pace, i principi di buon vicinato e gli altri principi di cooperazione politica economica e culturale universalmente riconosciuti», recita la dichiarazione di indipendenza approvata dal Parlamento. Intanto il Consiglio Superiore tartaro ha anche formalmente inviato al Cremlino la richiesta di entrare a far parte della Federazione russa come una nuova repubblica.
L’Unione Europea chiede che vengano inviati settemila-mille osservatori dell’Osce, Organization for Security and Co-operation in Europe, «non armati per verificare che la Russia non stia destabilizzando l’Ucraina dell’est e del sud».
«Se Mosca permetterà l’ingresso della missione avrà la possibilità di dimostrare che dice la verità nei tanti colloqui diretti con Berlino», è quanto affermato il ministro tedesco, Frank Walter Steinmeier arrivando al Consiglio Esteri.
Il presidente ad interim ucraino Oleksandr Turchynov ha definito «una grande farsa» il referendum e ha condannato «la continua aggressione che la Russia sta svolgendo in Crimea nacondendola sotto questa farsa che chiamano referendum e che non verrà mai riconosciuta né dall’Ucraina né dal resto del mondo».
Il parlamento ha dunque approvato una parziale mobilitazione dell’esercito contro l’interferenza russa nella penisola. In risposta, il portavoce del parlamento tartaro Volodymyr Konstantynov ha detto che «tutte le unita’ militari ucraine presenti nella penisola verranno sciolte, nell’ambito del programma di nazionalizzazione dei beni dello Stato ucraino».
Domani il presidente russo Valdimir Putin si pronuncerà sul voto della Crimea, per oggi invece dovrebbero arrivare le sanzioni di Stati Uniti e Ue come il blocco dei visti d’ingresso e il congelamento dei beni.

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