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giovedì, 28 Ottobre 2021

Prostituzione e lockdown: gli effetti di una pandemia

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Come ben sappiamo, il 2020 è stato un anno davvero tragico. La pandemia da COVID-19 ha scaturito crisi e disagi su ogni aspetto, economico, sociale, sanitario, famigliare e soprattutto personale. Ciò che ha aggravato di più questa situazione è stato il lockdown che con il “restate a casa” ha chiuso ogni porta della nostra vita sociale e, talvolta, anche lavorativa. Tutto si era fermato per un momento: attività, lavoro, vita e credevamo anche le attività illecite ma non è stato così. Ecco cosa è successo durante il lockdown che in pochi sapevano.

Lockdown: chiuso ogni fronte o quasi…

Durante i mesi del lockdown molte aziende, negozi e attività sono state chiuse da parte dei governi nazionali. Le uniche attività rimaste aperte sono stati i supermercati, i negozi di generi alimentari, farmacie e attività che vendevano al pubblico beni di prima necessità. Per cui negozi, ad esempio, di abbigliamento, di articoli sportivi o di qualsiasi altro genere come del resto tutte le altre attività rimaste chiuse hanno dovuto reiventarsi per resistere a queste lunghe chiusure. E lo hanno fatto puntando su un nuovo fronte: Internet. Ed ecco che quasi tutti hanno avuto modo di cimentarsi nello smart working, lavorando o adoperandosi nel creare e curare siti e profili social della propria attività. Lo hanno fatto tutti: bar, ristoranti, scuole, aziende, negozi… qualsiasi attività compresa quelle illecite. Droga e prostituzione in Italia e nel modo accessibile online. Su Internet potevi trovare escort Torino, Roma, Napoli… ovunque! 

Ogni lavoro in Smart working… anche la prostituzione  

Anche il mondo delle attività illecite si è dovuto dar da fare durante il pericolo del lockdown per risollevare la loro situazione economica che il “restate a casa” di Conte in Italia e di tanti altri nel mondo hanno indebolito fortemente. Ed ecco che anche a distanza il mondo delle attività illecite ha saputo cimentarsi anche nell’online puntando sull’utilizzo di social network e siti di incontri dove in maniera del tutto celata e nascosta venivano creati account di escort ben curati e amministrati da protettori. 

Ed ecco che in linea anche con le predisposizioni legali e gestionali di questi social network, venivano creati semplici account curati con foto e video privi però di nudità e atti sessuali ma che in chat organizzavano “incontri di svago”. Chiunque poteva così seguire gli account di prostitute e contattarle per un incontro. Addirittura, proprio in quel periodo sono nati anche dei veri e propri siti di adescamento di escort resi eclatanti da profili e book fotografici incensurati e corredati di recensioni da una a cinque stelle dei clienti.  

Conclusioni

Nonostante una pandemia e la pericolosità del nuovo virus COVID-19, l’illegalità ha saputo fare affari. È inutile dire che anche molte persone, vistando questi siti e questi account, prendendo poi appuntamento, hanno rischiato la loro salute e quella comune per essere clienti di questo mondo losco e turpe dell’illegalità, piuttosto di quelle sventurate ragazze coinvolte e sfruttate. Il fenomeno della prostituzione deve essere fermato. È probabilmente l’angolo più oscuro e deplorevole del mondo dell’illegalità dove non si parla di traffici di materiali, come ad esempio la droga o le armi, ma di persone. Dove non si tratta di utilizzo di sostanze per un puro godimento e soddisfacimento di bisogni personali, ma di persone. 

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