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lunedì, 20 Maggio 2024

Processo Minotauro, il pg: “‘Ndrangheta al Nord più difficile da scovare”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Un sistema silenzioso ma efficace: è questa la ‘ndrangheta al Nord secondo il procuratore generale Roberto Sparagna che oggi ha tenuto la sua requisitoria del processo d’appello sull’inchiesta Minotuaro.
«La ‘ndrangheta è una sola tanto al Nord quanto al Sud, ma al Nord opera in modo diverso, in silenzio: si adatta, si mimetizza, e questo la rende più insidiosa e persino più difficile da aggredire» ha detto il magistrato citando alcune dichiarazioni del pentito Nicodemo Ciccia.
L’uomo che faceva parte di una delle “locali” attive nel territorio piemontese aveva raccontato di come era organizzata la banda: «Non c’era bisogno di incendiare un cantiere per avere un lavoro. Qui si ragionava diversamente rispetto al Sud. Era ancora più facile. Si usava un altro sistema, silenzioso ed efficace: meno rumore, più concretezza. Apparire di meno per concludere di più».
Nel processo d’appello sono settantuno gli imputati, trentasei dei quali già condannati in primo grado. Mentre settimana scorsa la Cassazione si è pronunciata sul primo filone del processo Minotauro celebrato con rito abbreviato, stabilendo le condanne definitive per 50 imputati.
 

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