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lunedì, 22 Luglio 2024

Piemonte autonomo. Nasce il comitato promotore per il referendum

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Nasce il comitato promotore per il referendum dell’autonomia del Piemonte. “Piemonte autonomo”, questo il nome scelto affinché “siano i Piemontesi a poter decidere del loro futuro”, come spiega Riccardo Molinari, segretario nazionale Lega Nord Piemont.

Lunedì la presentazione, a Chivasso. E non è una scelta a caso. Infatti nel 1943 venne sottoscritta proprio qui la Carta di Chivasso, che prevedeva la realizzazione di un sistema politico federale e repubblicano su base regionale e cantonale.

Un comitato senza sigle di partito e aperto a tutti.

«Dal 2001, data dell’entrata in vigore del nuovo Titolo V della Costituzione, nessuna Regione è riuscita a ottenere nulla dalle trattative previste dall’articolo 116 nei confronti dello Stato centrale, anche il Piemonte ci aveva provato nel 2004, ma si è arrivati ad un nulla di fatto – dice Riccardo Molinari – abbiamo chiesto alla maggioranza in Regione del PD di calendarizzare una proposta di legge che disciplini il referendum consultivo, indispensabile per poter indire il Referendum sull’autonomia. Soltanto con la forte legittimazione data dal voto popolare il governo regionale potrà pretendere da Roma la più ampia autonomia legislativa e fiscale prevista dalla Costituzione, seguendo Lombardia e Veneto che hanno già indetto un referendum in merito per il 22 di Ottobre».

L’esempio da seguire è quello della Lombardia e del Veneto, ma quello che serve, dicono dal comitato è la mobilitazione.

«Serve mobilitare l’opinione pubblica fuori dal palazzo per pungolare il presidente Chiamparino e garantirci il diritto al voto, per poter così trattenere parte dei 10 miliardi di euro di tasse che il Piemonte regala allo Stato centrale ogni anno. Solo così queste risorse potranno rimanere sul nostro territorio per creare sviluppo e favorire una maggior assistenza sociale e sanitaria nella Regione Piemonte», concludono dal comitato “Piemonte autonomo”.

 

 

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