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giovedì, 9 Aprile 2020

Per continuare il sogno di Federico. Presentata a Torino la Fondazione Mighetto

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Susanna De Palma
Susanna De Palma
Laureata in Scienze Politiche. Giornalista professionista dal 2009. Fin dagli anni del liceo collabora con alcuni giornali locali torinesi, come la Voce del Popolo e Il Nostro Tempo. Dal 2005, pur mantenendo alcune collaborazioni, passa agli Uffici Stampa:Olimpiadi 2006, Giunta regionale, Ostensione della Sindone. Attualmente giornalista presso l'ufficio stampa del Consiglio regionale Piemonte.

È stata presentata questa mattina, negli spazi di Off Topic la Fondazione Federico Mighetto. Per continuare il sogno di Federico, il giovane industrial designer torinese, con la passione della montagna e del football americano,scomparso  prematuramente il 2 marzo 2017, la Fondazione erogherà un massimo di tre borse di studio l’anno, a giovani meritevoli tra i 18 e i 35 anni (34 anni e 364 giorni), i cui progetti risponderanno a una serie di requisiti indicati nel bando tra i quali avrà carattere preferenziale l’originalità.

Le borse di studio a copertura del viaggio/soggiorno avranno un’erogazione variabile tra i 3.000  e i 12.000 euro, a secondo della durata, della distanza e del giudizio della commissione giudicante. Per partecipare al bando, online dal 31 gennaio 2020, i giovani candidati avranno tempo fino al 30 aprile 2020. I risultati delle candidature selezionate saranno resi pubblici entro la fine di giugno. Ad assegnare le borse di studio sarà il Consiglio di amministrazione della Fondazione.

Franco Mighetto, papà di Federico,  ha spiegato le ragioni della costituzione della Fondazione: «Fede era un cittadino del mondo e i viaggi erano la cifra della sua voglia di conoscere persone, culture e ambienti diversi che esplorava con intelligenza e curiosità. Giovedì 2 marzo 2017 la vita di Franca e mia s’è interrotta: Fede ci ha lasciato travolto da una valanga in Val Veny. Mercoledì 8 gennaio scorso abbiamo riscoperto una nuova esistenza, anche se mutilati dal dolore per sempre: è arrivato dalla Prefettura di Torino il riconoscimento ufficiale della Fondazione che abbiamo fondato per ricordare Federico. Quando muore il figlio, soprattutto se figlio unico – a proseguito –  l’immenso dolore chiude qualsiasi livello di comunicazione: tutto rimane rinchiuso nella sofferenza individuale e nello sconforto familiare. È come uscire dal tempo reale delle persone e delle cose. David Grossman, che ha perso il figlio nella guerra in Libano, ha studiato e recuperato dall’antico ebraico un’espressione per definire questa specifica condizione: “caduti fuori dal tempo”. Siamo caduti in una dimensione che non conosce più né tempo né aspettative, né futuro. La vita non ha più senso e si cerca di fingere con discrezione di “essere sani”. Non esiste neanche una  parola in nessuna lingua che definisce questo status di orfano al contrario. Abbiamo capito – ha concluso Franco Mighetto – che non ci sarebbe stata pace per il nostro dolore  sino a quando non saremmo riusciti a far si che il ricordo di Federico continuasse nel tempo: la sua  mitezza, la sua gentilezza, la sua  disponibilità e la voglia di conoscere il mondo. Così è nata la Fondazione che selezionerà ogni anno, in base al progetto che presenteranno, giovani meritevoli per garantire loro un viaggio all’estero da uno a tre mesi».

Gianfranco Quaglia, presidente del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione, ha sottolineato: «Nata con finalità educative e sociali la Fondazione offre ogni anno borse di studio a giovani meritevoli con più di 18 ma meno di 35 anni (34 anni e 364 giorni), i cui progetti risponderanno a una serie di requisiti indicati nel bando tra i quali avrà carattere preferenziale l’originalità. I giovani che saranno selezionati per le borse continueranno a condividere  il sogno di Federico: andare libero per il mondo per poi tornare migliorando se stesso e tutti noi. La borsa di studio permetterà, ai giovani selezionati – ha proseguito Quaglia – di fare un viaggio/soggiorno all’estero della durata da uno a tre mesi, durante il quale dovranno realizzare il progetto presentato nella domanda di partecipazione e al termine produrre un elaborato letterario – libro, racconto, raccolta di poesie – oppure un prodotto audiovisivo multimediale ( reportage fotografico o cinematografico) oppure un elaborato artistico – dipinto o scultura – che trovi ispirazione nel paese visitato. Si potrà anche frequentare uno stage artistico o sportivo – con particolare interesse per gli sport minori in Europa come l’hockey e il pattinaggio sul ghiaccio, la scherma, il football americano, il canottaggio, l’atletica leggera –  per  ampliare le proprie competenze in un contesto internazionale». 

 

 

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