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lunedì, 27 Maggio 2024

Pd e primarie, Saverio Mazza: “Basta liti e divisione se vogliamo riconquistare Torino”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Primarie si, primarie no. Quello che può sembrare un ritornello di Elio e le Storie tese altro non è che il dibattito più acceso nella sinistra torinese e, di riflesso, sui social network. La macchina che sembrava pronta a partire è stata fermata prima dalle norme anti-Covid che costringono ovviamente a un ripensamento anche dell’intero sistema organizzativo in previsione del voto che era già stato fissato per il primo weekend di febbraio 2021. E così ecco che torna in auge la discussione sull’opportunità o meno di affidare al voto pubblico la scelta del candidato sindaco. Di quello che sta accadendo all’interno del Pd ne abbiamo parlato con il responsabile organizzativo torinese Saverio Mazza

Cosa succede nel PD sul tema Primarie?

Posso dire innanzitutto che la discussione sta prendendo l’unica piega che non doveva prendere?

In che senso?

Nel senso che trovo assurde le curve social delle tifoserie pro o contro, le trovo assurde rispetto al periodo in cui stiamo vivendo e rispetto al percorso delineato sia nel Pd sia con la coalizione.
Il segretario Mimmo Carretta si è finora sforzato di riportare costantemente la discussione sul lato del merito, ma ci si ostina a parlare di metodo e di nomi. Il tutto mentre, mai successo prima d’ora, la coalizione condivide già una carta di valori di riferimento e ha già avviato un tavolo del programma.

Però dica la verità, non è un po’ assurdo parlare di Primarie in questa situazione?

Ed infatti finora lo abbiamo fatto nelle sedi opportune, prendendo delle decisioni che non escludono a priori alcuna soluzione. E abbiamo condiviso in Direzione di aggiornarci a fine mese, come è giusto che fosse, dato che siamo in una situazione mutevole di giorno in giorno e, voglio ricordarlo, vivendo in una Regione dove attualmente, e ripeto attualmente, ci si può spostare solo con un’autocertificazione. È evidente che non posso oggi, alla situazione attuale, immaginare cosa potremo o no fare dal 3 dicembre in poi.

Ma il clima nel frattempo si è surriscaldato…

Ecco mi faccia dire che è inammissibile che chi oggi dice “Primarie a tutti i costi” pensi che nel caso in cui non dovessero farsi, sia frutto di chissà quale caminetto per decidere in pochi, facendo finta che la causa non sarebbe collegata ad una grave situazione sanitaria.
Così stando le cose, è altrettanto inammissibile che chi non le vuole fare, a prescindere dal percorso di cui ho parlato prima, dipinga i dirigenti come degli irresponsabili che mandano i loro elettori e iscritti ad infettarsi nei seggi. Tutto ciò, mi faccia sfogare, è veramente assurdo.
Non viviamo su Marte, le decisioni le prenderemo nelle sedi opportune e, ovviamente, tenuto conto anche dell’opinione dei Partiti che compongono la coalizione.

C’è chi ha proposto le Primarie online…

Ecco, altro tema. Per il PD, non possono essere trovate soluzioni senza condividerle con il livello Nazionale. Una piattaforma utile per il voto online può essere messa in piedi avendo delle caratteristiche che valgono da Aosta a Palermo, non solo per Torino. Circa due settimane fa ho chiesto formalmente al Nazionale se esistesse una piattaforma informatica tale da poterci mettere a disposizione e all’epoca mi risposero di No. Magari nel frattempo si sono mossi diversamente, vedremo.
Tuttavia mi sembra di aver compreso che la formula “Primarie classiche o nulla”, sia una decisione del tutto “politica” presa nel tavolo della coalizione. Quindi, anche nel caso avessimo lo strumento, ci sarebbe da capire se sarebbe confermato l’orientamento politico attuale.

Insomma ancora il quadro non è chiaro…

E non potrebbe esserlo. Mi affido dunque alla responsabilità di tutti: la si smetta di confrontarsi altrove anziché in Segreteria e Direzione, perché – non so se è chiaro – di questo dibattito, all’esterno, importa davvero poco. Alla nostra gente interessa come partecipare alle decisioni o che queste vengano prese nella maniera più condivisa possibile, salvaguardando l’unità del partito e della coalizione. La nostra gente non ci perdona – giustamente – le divisioni e le liti sguaiate.

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