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giovedì, 30 Maggio 2024

“Pd complice dei mafiosi”: Buonanno espulso dalla Camera

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Come annunciato, la discussione alla Camera del decreto legge sulle carceri si è dimostrata a dir poco agitata. Protagonista indiscusso della giornata, almeno fino ad ora, il leghista Gianluca Buonanno espulso dall’aula per aver esposto un cartello con scritto “Il Pd complice dei mafiosi”.
Il deputato della Lega Nord era stato ripreso due volte prima che il deputato Pd Ettore Rosato chiedesse l’intervento di alcuni commessi per rimuovere il cartello diffamatorio esposto dal deputato e che il vicepresidente di turno ne decidesse l’espulsione dall’aula.
Buonanno aveva criticato duramente nel suo intervento sia il dl che ieri ha incassato la fiducia al governo, che l’atteggiamento del Pd a riguardo e già ieri si era esibito in un altro spettacolo sventolando in aria un paio di manette per rendere più esplicita, se mai ce ne fosse stato bisogno, la sua indignazione.
«Io, espulso da un grillino. Dopo quello che hanno combinato in aula e nessuno dice o fa niente, se la rifanno con me: un’ingiustizia», ha commentato Buonanno una volta espulso, facendo riferimento al vicepresidente Di Maio che presiedeva l’assemblea.
Supporto totale arriva dai compagni di partito di Buonanno, e in particolare dal segretario Matteo Salvini che si dice indignato per come la giustizia viene trattata in Italia.
«Fare uscire in un momento come questo, in maniera anticipata, migliaia di delinquenti, di rapinatori, di aggressori è una mancanza di rispetto nei confronti dei poliziotti, dei carabinieri, dei vigili urbani e delle vittime di questi reati», afferma Salvini. Che, cavalcando l’ormai annoso cavallo leghista, si dice preoccupato del messaggio che il Paese sembra inviare.
«Il pericolosissimo segnale che gira per il mondo, per la rete – spiega il leader leghista – è che in Italia vieni, delinqui, e se proprio sei sfigato e ti beccano comunque tra un indulto, uno svuota carceri e un’amnistia ti fai, se va male, uno o due anni e poi sei di nuovo fuori».
Nel frattempo la discussione in aula continua e, dopo l’ostruzionismo del carroccio, è l’ora dei deputati M5s che stanno snocciolando uno dopo l’altro i loro ordini del giorno a proposito del dl. Come era prevedibile, insomma, non si possono ipotizzare tempi brevi per la votazione sul decreto carceri tanto che c’è chi non solo paventa che si vada a finire in seduta notturna, ma prospetta addirittura la possibilità che si ricorra ad una seduta fiume, che si protrarrà senza interruzioni fino al responso finale.
Alessandra Del Zotto

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 
 

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