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mercoledì, 22 Maggio 2024

PCOS: origini, cause e sintomi  

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La PCOS, anche conosciuta come sindrome dell’ovaio policistico, è un disordine endocrino-metabolico piuttosto diffuso che colpisce il 10-15% delle donne in età riproduttiva.
Gli effetti della PCOS coinvolgono l’apparato endocrino-metabolico, quello riproduttivo e la sfera psicologica.
Data la sua complessità, la sindrome costituisce una sfida non solo per le donne che ne soffrono, ma anche per gli studiosi e specialisti che indagano sulle cause e le strategie terapeutiche.

La scoperta della PCOS

Nel 1721 fu l’italiano Vallisneri a descrivere per primo il caso clinico di una giovane donna in sovrappeso e infertile, che mostrava due ovaie ingrandite e biancastre, con multiple piccole “vescicole”. Nel 1935 Stein e Leventhal descrissero la sindrome dell’ovaio policistico in modo più completo riportando i casi di diverse donne accomunate da amenorrea, irsutismo e ovaie dalle dimensioni aumentate con presenza di cisti multiple.
Nel corso degli anni, la ricerca ha poi riconosciuto la PCOS fra le condizioni endocrine più complesse da diagnosticare e gestire. Nel 2003 si stabilì a Rotterdam che per diagnosticare la PCOS fosse necessario riscontrare nella paziente almeno 2 su 3 dei seguenti sintomi: oligo o anovulazione, segni clinici e biochimici di iperandrogenismo, ovaio policistico. 

Quali sono le cause della sindrome dell’ovaio policistico?

La ricerca nell’ambito della sindrome ha compiuto passi avanti tanto da individuare nuovi indizi utili alla definizione della sua eziologia. Nonostante non sia ancora possibile ricondurre l’insorgenza della PCOS a un’unica causa, si ritiene che sia il risultato di una predisposizione genetica e di fattori ambientali.
Per quanto riguarda le cause di origine ereditaria o genetica, diversi studi hanno dimostrato come sia la componente materna che quella paterna abbiano un’influenza sulla patogenesi.
Inoltre, nel corso degli anni, l’attenzione sulle cause della PCOS si è spostata dalle disfunzioni ovariche alle alterazioni dell’attività insulinica, tanto che la causa attualmente più accreditata è considerata proprio l’insulino-resistenza, presente in circa il 70% delle donne PCOS.
Un ruolo molto importante è svolto anche dall’obesità, soprattutto perché spesso anticipa la sintomatologia ed enfatizza i disturbi ormonali, riproduttivi e metabolici.
Infine, relativamente ai fattori ambientali, studi recenti hanno preso in esame il possibile ruolo dei contaminanti di origine industriale o agricola e dei loro effetti sul sistema riproduttivo e sull’origine della PCOS.

I sintomi della PCOS

La PCOS è una sindrome eterogenea che si può manifestare in diversi modi. Si stima, infatti, che il 70% dei casi rimane non diagnosticato, anche perché i sintomi variano da donna a donna e non è detto che si manifestino tutti contemporaneamente.
Tuttavia, le donne che ne soffrono presentano in genere: disordini psicologici (disturbi d’ansia, depressione); infertilità (cicli mestruali irregolari); segni di iperandrogenismo (alopecia, irsutismo, grasso viscerale); disturbi metabolici (insulino-resistenza, sindrome metabolica, prediabete, diabete di tipo 2 e rischio cardiovascolare).

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