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giovedì, 18 Luglio 2024

Partito Comunista: “Hanno fatto il deserto e lo chiamano sviluppo”

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Matteo Mereu
Matteo Mereu
Segue le tematiche del lavoro da diversi anni. Alle spalle ha esperienze professionali da dipendente nella Pubblica Amministrazione, come partita iva poi, ora lavora nel settore privato.

Da giorni la cronaca dei giornali torinesi è un susseguirsi di dati legati alla crisi del terzo commercio. I dati del Rapporto Rota ripresi dai quotidiani del capoluogo piemontese raccontano una realtà impietosa: nell’arco di vent’anni c’è stata una riduzione dell’11 % delle attività commerciali di quartiere o di vicinato, mentre continua ad aumentare il numero di supermercati (+30%). Anche il comparto della somministrazione,  comincia a vedere la crisi.
È il risultato di mancate scelte politiche a tutela dellle piccole attività commerciali di quartiere, se non proprio di politiche a favore dei grandi gruppi della Grande Distribuzione. I risultati sono due: la desertificazione delle periferie con sempre meno negozi e servizi e la proletarizzazione del ceto medio, strozzato da una tassazione locale e nazionale sfavorevole, costretto a chiudere per non diventare schiavo di banche e finanziarie.
«Hanno fatto il deserto e lo chiamano sviluppo – dichiara in una nota il Partito Comunista di Torino – le Giunte Comunali torinesi, non ultima Appendino, hanno preferito allo sviluppo dei quartieri gli oneri di urbanizzazione dei grandi marchi della Distribuzione Organizzata, giocando sulla pelle dei lavoratori autonomi  e dipendenti del commercio, creando una contrapposizione tra i lavoratori della GDO e quelli del piccolo commercio di quartiere. Noi Comunisti non cadremo nel tranello di mettere gli uni contro gli altri. I casi della fusione Conad Auchan e le incertezze sulle ricadute occupazionali dimostrano che lo sviluppo promesso dagli insediamenti dei grandi supermercati è effimero e temporaneo e nel lungo periodo crea solo sfruttamento a scapito del più debole e, nell’immediato, l’impoverimento dei negozi di vicinato. Come Partito Comunista sosterremo ogni mobilitazione di lotta contro questa idea di sviluppo, a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio e siamo disponibili ad incontrare le organizzazioni di categoria per avviare un confronto»

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