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mercoledì, 2 Dicembre 2020

Pacchi bomba ai pm Sparagna e Rinaudo, arrestati tre anarchici

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Torino, 15 novembre studenti assediano le banche

Torino: studenti in piazza in assedio alle banche. Tensione con la polizia che accenna ad una carica. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Tre arresti, tutti di appartenenti all’area anarchica, sono stati eseguiti nell’ambito dell’inchiesta sulle buste esplosive che nel giugno del 2017 erano state indirizzate ai magistrati torinesi Antonio Rinaudo e Roberto Sparagna. Si tratta di due uomini di 49 e 23 anni, entrambi residenti in Emilia, e di una donna torinese di 35 anni che al momento dell’arresto si trovava in Francia per dei lavori stagionali nella viticultura.

Ad eseguire gli arresti i carabinieri del Ros, coordinati dalla procura di Torino, dopo quasi due anni di indagini che hanno permesso di ricostruire quanto accaduto e individuare i tre anarchici.

Era infatti il 7 giugno 2017 quando due plichi arrivarono in Tribunale a Torino indirizzati ai due magistrati titolari di varie inchieste tra cui “Scripta Manent” contro gli anarchici della Fai-Fri. Le buste avevano timbro postale di Genova e come mittente nomi di avvocati, mentre all’interno contenevano un ordigno fabbricato con batteria, cavi elettrici e polvere da sparo in grado di esplodere.

Dalle indagine è emerso che i tre si erano incontrati a Genova pochi giorni prima che le buste fossero recapitate e avevano comprato il necessario per assemblare i due pacchi. In particolare le telecamere di sicurezza di una chiesta li ha immortalati mentre uscivano da un negozio dove avevano appena acquistato le buste in cui hanno nascosto gli ordigni.

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