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venerdì, 7 Agosto 2020

Olimpiadi 2026, Appendino “Posizione di Giorgetti ambigua: se Milano e Cortina sono candidate lo è anche Torino”

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Andrea Doi
Andrea Doi
Giornalista dal 1997. Ha iniziato nel '93 al quotidiano La Nuova Sardegna. Ha lavorato per Il Manifesto, Torino Sera, La Stampa. Tra le sue collaborazioni: Luna Nuova, Il Risveglio del Canavese, Il Venerdì di Repubblica, Huffington Post, Avvenimenti e Left. Dal 2007 a Nuova Società, di cui è il direttore dal 2017.

«Se Milano e Cortina sono candidate, allora è candidata anche Torino». È braccio di ferro sulla candidatura alle Olimpiadi Invernali 2026 tra Chiara Appendino e il governo. Le dichiarazioni del sottosegretario Giancarlo Giorgetti in cui sostiene che l’esecutivo appoggerà la candidatura italiana, ma senza mettere soldi, non sono cadute nel vuoto.
«Per quanto mi concerne, la considero una posizione ambigua perché le risorse, magari, non serviranno nell’immediato, ma prima o poi saranno necessarie ed è evidente che Sponsor, Comuni e Regioni non potranno fare da soli. A titolo di esempio, il Toroc e Agenzia Torino 2006 beneficiarono largamente del finanziamento dello Stato», spiega la sindaca di Torino.
Secondo Appendino il capoluogo piemontese è ancora candidata, se lo sono le altre due che insieme formano il tridente: «A questo punto dovrebbe essere chiaro che, se il Governo apre a soluzioni diverse dalla candidatura a tre punte candidando Milano con Cortina, allora anche la candidatura di Torino da sola deve essere considerata a tutti gli effetti un’opzione, come da Dossier depositato al Coni e da delibera approvata dal Consiglio Comunale».
Per Appendino: «Torino, il Piemonte e le sue montagne non possono accettare alcuna disparità di trattamento».
«Serve, inoltre, massima trasparenza poiché, se si entrasse maggiormente nel dettaglio, sarebbe evidente come Torino, grazie ai suoi impianti e infrastrutture già realizzate per il 2006, sia il dossier più sostenibile da un punto di vista economico e ambientale – aggiunge – Anche i costi che lo Stato dovrebbe sostenere per garantire la sicurezza sarebbero nettamente inferiori. Basti pensare alla compattezza del dossier torinese messo a confronto con un’area comprendente Lombardia, Veneto e Trentino, da tenere in sicurezza per un lungo lasso di tempo».
«Ribadisco – conclude Chiara Appendino – se il duo Milano-Cortina è candidato, lo è anche Torino. Chiedo al governo chiarezza e trasparenza».
Giorgetti aveva risposto nel corso dell’interrogazione su questioni legate alla sua delega allo Sport: «Il Governo ha esaminato il dossier della candidatura italiana ai Giochi invernali del 2026 con spirito olimpico, cercando di creare il necessario entusiasmo rispetto a un progetto così importante e affascinante. Abbiamo cercato di non dividere il paese, promuovendo una candidatura condivisa con alla base sostenibilità ambientale e contenimento dei costi. Questo non è stato possibile, e in questo momento non abbiamo una proposta a due punte visto che ho ascoltato finora solo intendimenti».
«Torino forse rilancia da sola, Milano e Cortina dicono di volersi proporre assieme. L’atteggiamento del Governo, che ho ribadito a tutti gli interessati e anche al Coni, è che questo tipo di proposte avranno il sostegno del Governo, ma non dal punto di vista economico. Dovranno dimostrare di poter sopperire da soli a tutte le esigenze organizzative e infrastrutturali. Noi ovviamente vediamo con favore l’organizzazione dei Giochi però a questo punto visto che non c’è stata una candidatura italiana, ciascuno dovrà dimostrare di essere in grado di farvi fronte. A quel punto il sostegno del Governo chiaramente non mancherà»

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