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lunedì, 27 Maggio 2024

No tav, tempesta in procura: Rinaudo e Padalino non faranno la requisitoria al maxiprocesso

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

I pubblici ministeri Antonio Rinaudo e Andrea Padalino costretti a un passo indietro. Già, proprio loro, i nomi forti del pool che coordina le indagini sul movimento No Tav resteranno nell’ombra durante la fase più delicata del maxi processo in cui sono imputati 53 attivisti per fatti dell’estate del 2011. Il procuratore capo di Torino Armando Spataro ha infatti deciso che a tenere la requisitoria saranno Nicoletta Quaglino ed Emanuela Pedrotta, titolari del caso assieme ai due colleghi.
Una scelta che non può non destare qualche stupore visto che proprio Rinaudo e Padalino seguono la maggior parte delle inchieste legate al movimento contro l’alta velocità. E proprio del maxi processo avevano seguito tutti gli sviluppi sin dai primi interrogatori. Ma ufficialmente giustificata dalla Procura con il fatto che i processi e le inchieste ancora in corso sui No Tav sono tante e bisogna dividersi i compiti.
Eppure questa perdita di monopolio lascia adito a non pochi dubbi. Che si sia rotto qualcosa tra i magistrati e la procura, soprattutto dopo l’addio di Giancarlo Caselli che aveva fortemente voluto il pool per i reati contro l’alta velocità? Difficile infatti pensare che il corto circuito tra il tribunale di Torino e la Corte d’Assise non inizi a dare fastidio anche all’interno.
Infondo quell’accusa di terrorismo formulata proprio da Padalino e Rinaudo nei confronti di quattro No Tav e respinta dalla Cassazione pesa non poco. Tanto che ora i due magistrati dovranno rimettere mano alle loro carte e cercare un nuovo impianto accusatorio da presentare al tribunale del Riesame. Così come non ha fatto una buona pubblicità alla procura quanto accaduto all’autista di Rinaudo nei mesi scorsi, che aveva raccontato di un’aggressione a danno di tre mesi persone incappucciate, riconducibili al movimento No Tav, salvo poi scoprire che si era inventato tutto.
Vicende difficilmente dimenticabili tanto che ora il duo Rinaudo-Padalino dovrà lavorare sodo per recuperare le posizioni perse.
 

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