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venerdì, 7 Agosto 2020

Niente più panino da casa, la Cassazione boccia la protesta dei genitori

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuovasocietà. Caporedattore dal 2017. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano.

Niente più panino da casa, ma mensa per tutti. A stabilirlo è la Cassazione che di fatto ribalta le precedenti sentenze che davano ragione ai quei genitori per loro figli avevano deciso di non avvalersi più del servizio di ristorazione scolastica, ma di dare loro un pasto preparato da casa.

Una battaglia, quella del comitato Caro Mensa, durata anni fino alla sentenza della Corte d’Appello del 2017 che riconosceva il diritto delle famiglie di decidere se far mangiare i propri figli alla mensa o con pasto da casa.

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Una sentenza che aveva mandato nel caos Comune e scuole, con ben 9mila bambini in meno a mensa e la difficoltà di gestire sistemi refezione mista. Contro questa decisione era dunque ricorso il Comune di Torino assieme al Ministero dell’Istruzione, vincendo la causa visto che oggi la Cassazione si è pronunciata affermando che “un diritto soggettivo perfetto e incondizionato all’autorefezione individuale, nell’orario della mensa e nei locali scolastici, non è configurabile”.

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Lapidario il commento di Caro Mensa: “La Cassazione a Sezioni Unite ha deciso: la scuola dell’obbligo gratuita da Costituzione è da buttare nel cesso, d’ora in avanti o paghi la minestra o salti la finestra (sempre che non ti portino via la casa per morosità)”.

Resta ora da capire come tra sei settimane, alla riapertura delle scuole, si organizzerà il ritorno in mensa di tutti gli alunni. Mentre l’assessora all’istruzione Antonella Di Martino ha assicurato che “Alla luce del nuovo pronunciamento delle Sezioni Unite l’Amministrazione procederà a supportare le famiglie e le scuole nelle prossime delicate fasi organizzative che conseguono al suddetto pronunciamento”.

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