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mercoledì, 25 Maggio 2022

Niente aumento Irap per Amazon e i colossi dell’e-commerce

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Il consiglio regionale del Piemonte con 26 voti contro, 18 a favore e un voto annullato ha bocciato la richiesta avanzata da Marco Grimaldi, capogruppo di Luv di una legge per aumentare l’Irap dei colossi della logistica e dell’e-commerce, in particolare di Amazon, dello 0,92.
“Ancora una volta la maggioranza rinuncia ad un gesto di giustizia fiscale – dichiara Grimaldi – di fatto Amazon fa 85 miliardi di euro di utili nel mondo, più di 4.8 solo in Italia, eppure dichiara un valore di produzione di poco più di 18 milioni, che gli consente di pagare solo 710.352 euro di Irap e solo in Lombardia. Perché Amazon non versa nulla al Piemonte e a tutte le altre Regioni? Perché il centro di Torrazza e tutti gli altri sono considerati ‘depositi’, ovvero unicamente magazzini che non sviluppano produzione. Spero che le autorità competenti facciano le giuste verifiche”.
“Lega e soci si rimangiano la parola per non dividersi ancora. Aumentare ad Amazon (e alle altre imprese di commercio al dettaglio via Internet il cui valore della produzione netta sia superiore a 1 milione di euro) l’aliquota Irap dello 0,92% sarebbe una goccia nel mare dei suoi profitti e un gesto dovuto per chi – come Jezz Bezos – durante la pandemia ha visto il suo patrimonio aumentare di 81,5 miliardi di dollari. In un primo momento il presidente Cirio era sembrato sensibile al tema e intenzionato a proporre una legge nazionale, ma dopo un paio di uscite mediatiche il silenzio” conclude Grimaldi.

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