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giovedì, 30 Maggio 2024

Nel 2014 aumenteranno gli sfratti, mentre il governo resta a guardare

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Nel 2014 non si fermerà l’ondata di sfratti che in questi anni ha colpito milioni di italiani. Anzi. La situazione supererà le già negative previsioni. E saranno, come sempre, le fasce più deboli vittime delle ingiunzioni, primi tra tutti gli anziani e i disabili.
L’allarme è stato lanciato dalla Codacons, l’associazione dei consumatori, che denuncia il fatto che dal governo non stiano arrivando delle risposte contro quest’emergenza, in vista della scadenza della proroga del 31 dicembre e dell’aumento di tassazione sulle case. « Col nuovo anno arriverà, oltre ai rincari delle tasse, anche una raffica di sfratti a danno di anziani, disabili, e malati che rischiano di perdere la propria abitazione e ritrovarsi sotto un ponte», dicono dalla Codacons.
«Il 31 dicembre del 2013 è il termine per l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio per finita locazione di immobili ad uso abitativo -spiega il Codacons- Dunque, dal prossimo primo gennaio, diverranno esecutivi gli sfratti a danno di migliaia e migliaia di utenti. Si tratta di famiglie che, a causa della crisi economica non riescono più a pagare gli affitti perché non hanno i soldi per farlo».
Un aumento che non si ferma negli anni: dal 2001 al 2007 gli sfratti sono passati da 40.500 a 43.869. Dal 2007 al 2012 l’incremento diventa più rilevante salendo a più 54,5%.
«Va denunciato un certo immobilismo del governo e della classe politica in generale. Chiediamo quindi che ci sia una nuova proroga di un anno sull’esecuzione degli sfratti in favore di anziani, disabili, malati e famiglie con reddito inferiore ai 27mila euro», concludono dalla Codacons, che ha anche deciso di scrivere al nuovo segretario del Partito Democratico Matteo Renzi per chiedere un suo intervento.
«Ma fino ad oggi non ci ha risposto».

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