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venerdì, 24 Maggio 2024

Natale coi Fiocchi, Stefano Esposito chiede l’intervento dell’Anticorruzione. “Ricevo segnalazioni gravi e inquietanti”

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di Bernardo Basilici Menini

Le polemiche sul Natale coi Fiocchi non si sono placate neppure dopo la presentazione del programma ufficiale. Anzi. Più che il colore rosso di Babbo Natale quello nero delle toghe dei magistrati potrebbe tingere il dopo-kermesse, visto gli esposti alla Procura presentati per far chiarezza sull’assegnazione del bando da parte del Comune di Torino al CAT, associazione nata solo ad agosto, pochi giorni prima della gara.

Tra gli esposti uno è quello del senatore del Partito Democratico Stefano Esposito.

Senatore come lei ha scritto ultimamente sui social ci troviamo veramente difronte ad pasticciaccio con i fiocchi?

Io continuo a pensare, sulla base degli atti di cui dispongo, che non sono ovviamente tutti, perché non mi è giustamente consentito di avere tutto non avendo titolo e non essendo un consigliere comunale, che questo sia un super pasticcio. Dal giorno in cui è partito il bando alla gestione attuale. Detto questo, per quanto mi riguarda, ho fatto quello che fa un cittadino onesto di fronte al sospetto di irregolarità: mi sono rivolto alla Procura della Repubblica e questa mattina ho inviato una richiesta di intervento urgente all’Autorità nazionale Anticorruzione. Se è giusto quello che ho visto io la magistratura interverrà, altrimenti significherà che ho sbagliato.

Date le premesse e le sue supposizioni il CAT non sembra essere proprio il soggetto adatto per organizzare un evento come Natale coi Fiocchi

Il CAT non ha nessuno dei requisiti richiesti dal bando, a cominciare dai tre anni di esperienza. Non si è mai vista un’associazione culturale, di cui peraltro non si conosce lo statuto e i componenti, che subappalta o si avvale di soggetti economici per gestire le piazze, vendendo spazi a cifre significative. Il giro di affari di questa operazione non sta sotto il milione e mezzo di euro. La cosa incredibile è che il Comune, per bocca dell’assessore Sacco, dica che è tutto a posto e che il Comune risparmierebbe dei soldi. Qui la Città sicuramente non spende una lira, ma bisognerebbe vedere chi ha fatto i contratti, come li ha fatti, quante tasse pagano, cosa ci guadagna il CAT per ogni contratto firmato da soggetti terzi. Siamo di fronte a una situazione imbarazzante sotto tutti i punti di vista. Da quando ho cominciato a occuparmi della vicenda ricevo decine di segnalazioni in posta privata da parte di persone che mi danno informazioni e mi descrivono alcuni dei soggetti che stanno operando con situazioni anche molto gravi. Quando chiedo perché non vadano a denunciare mi viene spesso risposto che queste sono persone pericolose. Il quadro è preoccupante. Invitto tutti a rivolgersi alla Procura della Repubblica. Molte segnalazioni hanno profili di natura addirittura penale. Intravedo parecchi reati, ma non sono io il magistrato.

Oltre alle sue supposizioni ci sono delle coincidenze particolari, come il CAT che si costituisce quando viene pubblicato il bando, quest’ultimo che viene successivamente modificato, cosa che permette di modificare i punti che non avrebbero permesso l’entrata di CAT. Ancora oltre: ci sono i molti soggetti che vengono segnalati dietro a queste dinamiche, legate a diverse realtà. La situazione sembra inquietante.

Anzitutto preoccupante. La cosa più inquietante per il momento sono le dichiarazioni che ho ricevuto, che ovviamente vanno accertate. È molto preoccupante l’arroganza dell’amministrazione comunale di fronte a questi fatti. Delle due l’una: o io e altri non abbiamo capito nulla e siamo dei perfetti cretini, allora fanno bene ad avere questo atteggiamento, oppure le cose stanno andando diversamente, e allora la storia dirà…

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