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lunedì, 20 Maggio 2024

Michele Sabatino: il ragazzo di ruga che parlava con Gramsci continua a coinvolgere e emozionare

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

E’ stato presentato al Polo del 900 il libro “Il ragazzo di ruga incontra Gramsci” di Michele Sabatino.

Un racconto incentrato sulla passione politica partita, a soli 12 anni, dalla sezione del PCI di Girifalco, un borgo calabro, grazie a un padre comunista e a uno straordinario e surreale legame vissuto dall’autore con un manifesto di Gramsci. Nel libro sono descritti i cambiamenti di un’epoca, vissuti in prima persona e sempre con umanità, nella Torino operaia dove Michele si trasferì con la famiglia nel 1965.  

Il suo forte impegno politico nel PCI si mantenne fino a quanto ci fu Berlinguer.  Poi il distacco, deluso e perplesso dall’emergere del craxismo antipasto del berlusconismo, con la scelta di dedicarsi nella rappresentanza e tutela del mondo dell’artigianato.

 Raramente si vede la coda, con decine di persone che non possono entrare in sala, in una domenica assolata di aprile, per parlare di un libro che è un racconto di vita e di passione verso quel personaggio  “con gli occhietti piccoli e quegli strani capelli”, protagonista della specificità e del coinvolgimento del PCI italiano dalle sue origini.  

“Voglio documentare ai giovani questa passione e questa Italia di sacrifici e grandi speranze’” ci ha dichiarato l’autore. Una persona rimasta umile che sa sempre sorridere. Insomma ancora espressione di quel fanciullino che dialogava con Antonio Gramsci.

Molti i ricordi e gli attestati di stima, a partire dalla presenza di una star del sindacalismo di quei tempi come Giorgio Benvenuto, ancora in ottima forma, cui è stato donato un ritratto, dipinto dall’artista Luigi Sabatini, fratello dell’autore. 

Pur essendo da tempo staccato dall’impegno diretto in politica Michele Sabatini ha ammesso di vedere con interesse e come segno di speranza l’arrivo della Elly Schlein.

“Una storia di successi e sconfitte animanti dalla convinzione che il mondo possa diventare migliore e più giusto come insegnano gli occhietti di quel manifesto di Girofalco mai più dimenticati” è l’eloquente messaggio dello storico del novecento Gianni Oliva che non è potuto essere presente.

Ha presieduto l’incontro Giovanni Filera, presidente della Fondazione Brancati e già Console d’Albania.

Hanno partecipato all’iniziativa diversi protagonisti del mondo politico piemontese e dell’associazionismo legato al mondo dell’artigianato: l’ex sindaco di Moncalieri Lorenzo Bonardi, le senatrici Magda Negri (Pci)  e Elena Fissore (dem), Danilo Vaccarino (ex pres. CNA), Gianguido Passoni (Pres Fondazione Gramsci), Antonietta Fortunato (Presidente Fondazione Dravelli), Giuseppe De Michele (presidente Alleanza democratica), Nino Boeti (presidente provinciale Anpi), Maria Grazia Cavallo console delle Filippine e lo scultore Riccardo Cordero.  Una partecipazione legata a lunghe storie di stima e amicizia come quella dello scrittore, concittadino dell’autore, Pietro Criaco e del compagno di ruga Paolo Stranieri, insieme a tanti amici di lavoro della CNA che nei loro ricordi più che di politica hanno sottolineato le doti umane e solidali dell’autore.  

Molto coinvolgente e originale il contributo del Coro dell’Asai “Bernardo Ascoli”, diretto dal maestro Marco Ravizza con le sue reinterpretazioni di canzoni partigiane.

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