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mercoledì, 29 Maggio 2024

Messico, la guerra contro gli studenti di Iguala

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

S’infittisce il mistero dei 58 studenti scomparsi a Iguala, nello Stato di Guerrero, in Messico. Dal 27 settembre i ragazzi risultano dispersi, dopo uno scontro con la polizia avvenuto durante una manifestazione di protesta. Secondo i sindacati la polizia li sta illegalmente tenendo prigionieri, nonostante le autorità abbiano negato questa accusa. La sparizione di studenti, contadini, indios e altre soggettività politiche e sociali del panorama messicano non rappresenta una novità per la storia moderna del Messico, nella misura in cui scomparse, uccisioni e torture sono frequentemente nelle corde del sistema statale messicano, attraverso le sue forze di Stato così come con le sue milizie paramilitari. La situazione messicana risulta sufficientemente agitata per temere il peggio per la sorte dei 58 studenti: nella scorsa settimana almeno 6 persone sono state uccise e 17 sono rimaste ferite quando polizia e paramilitari hanno aperto il fuoco durante una manifestazione, sempre a Iguala. Il governo locale non ha chiarito la dinamica degli eventi, nonostante abbia fatto sapere, nel tentativo di calmare le acque, che 22 poliziotti sono stati arrestati con l’accusa di omicidio.

Gli studenti della scuola magistrale di Ayotzinapa stanno protestando contro le pratiche di assunzione degli insegnanti, che secondo loro favoriscono chi ha studiato nelle città rispetto a chi si è formato nelle campagne. Una battaglia che, necessariamente, ha ottenuto anche l’appoggio di una parte del corpo insegnante, il quale si sta spendendo per il ritrovamento dei 58 ragazzi scomparsi. Il caos di Iguala è esploso il 26 settembre, quando la polizia ha aperto il fuoco contro un gruppo di studenti alla stazione degli autobus: alla fine di un corteo i ragazzi hanno cercato di salire sui bus che li avrebbe riportati a casa, in quel frangente le forze di polizia hanno attaccato, dichiarando successivamente che l’azione della salita studentesca sugli autobus era finalizzata all’occupazione delle vetture. Nello stesso giorno un secondo incidente è avvenuto alla periferia della città: un gruppo paramilitare ha bloccato la strada e aperto il fuoco contro un altro autobus, a bordo del quale c’erano anche dei calciatori di una squadra di terza categoria. Secondo una ricostruzione realizzata dalla Bbc gli uomini armati hanno sparato pensando che a bordo dell’autobus ci fossero gli studenti. Hanno perso la vita il guidatore così come un bambino di 15 anni.

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