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giovedì, 23 Maggio 2024

Mense scolastiche e “panino” da casa, i numeri non cambiano

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Come dice la sindaca Chiara Appendino a proposito dell’ultimo pronunciamento del Consiglio di Stato che afferma la legittimità per le famiglie di scegliere il pasto da casa al posto della ristorazione scolastica: «Le sentenze vanno rispettate, ma noi continueremo a offrire il servizio mensa».
E così anche l’assessora all’istruzione Federica Patti a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico non può che allinearsi alle parole della sindaca e schivare velocemente le domande sul “panino” da casa per concentrarsi sui numeri del servizio, consapevole che le assegnazioni del nuovo bando con ditte che garantiranno pasti con meno di 4 euro a bimbo saranno di sicuro sotto osservazione nelle prime settimane di scuola.
«Abbiamo chiesto tantissimo in termini di qualità alle aziende che hanno partecipato alla gara prevedendo ulteriori migliorie e garanzie – afferma l’assessora Patti – Il nostro è un servizio molto attento anche alle differenti esigenze, legate sia a motivazioni etico-religiose che di salute. Oltre il 10% degli iscritti alla mensa ha scelto i menù alternativi, mentre le diete speciali per problemi di salute o intolleranza hanno riguardato il 2%».
Patti ha precisato anche come i dati degli iscritti alle mense sono ancora parziali e si dovrà attendere la fine del mese per avere numeri precisi, ma a per ora nulla sembra cambiare rispetto a un anno fa:«Lo scorso anno i bambini iscritti alla ristorazione scolastica erano 44.236, oltre il 50% nella scuola dell’infanzia, e circa 8mila quelli che avevano scelto il pasto da casa e l’impressione è che la tendenza sarà la stessa».
Capitolo a parte quello che riguarda la scuola media dove il numero di iscritti alla mensa è sempre più ridotto e dal 2014 ad oggi ha perso il 30 per cento dei ragazzi: «La scuola media ha orari diversi e i ragazzi sono più grandi – sottolinea Patti – quindi è normale che i numeri diminuiscano. Credo che in futuro la mensa alle medie sia destinata a scomparire, ma finché ci sarà richiesta la Città continuerà a garantirla».

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