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mercoledì, 22 Maggio 2024

Mascherine made Napoli in Piemonte, Grimaldi (LUV): “La Giunta risponda sui subappalti nelle forniture di dpi”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“Ci muoviamo in autonomia. Dopo essere stati la prima Regione a produrre mascherine, che già oggi stiamo distribuendo gratuitamente a tutto il Piemonte (…), chiediamo a Roma che autorizzi le nostre certificazioni senza ulteriore burocrazia, che ci fa perdere solo tempo. E tempo purtroppo non ne abbiamo” – dichiarava qualche settimana fa il Presidente Cirio, come ha ricordato il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, in apertura alla seduta odierna del Consiglio Regionale.

“Ho letto ieri” – ha proseguito Grimaldi – “su un importante quotidiano locale un reportage a proposito di prezzi delle mascherine che sarebbero aumentati dopo l’assegnazione e passaggi di assegnazione fra aziende cinesi. Come? In una delle più importanti gare lanciate da Scr per l’Unità di crisi (la 39, dall’importo complessivo di 118.576.739 euro, aperta il 22 di marzo), tante assegnazioni sarebbero finite in subappalti ad aziende cinesi, molte a partecipazione statale, con l’esito che le offerte sarebbero cambiate in corso e arrivate ad altre aziende”.

“Sarà anche vero” – ha aggiunto Grimaldi – “che le direttive europee consentono flessibilità negli appalti e affidamenti diretti in questa situazione di emergenza, ma ma in queste circostanze sapremo dare agli uffici gli strumenti adeguati per verificare la serietà dei soggetti fornitori e l’adeguatezza delle forniture?”.

Grimaldi ha sollevato anche il tema della gara del 9 aprile da 6 milioni di euro per 5 milioni di mascherine, aggiudicata dalle tre aziende piemontesi Casalinda srl di Tarantasca in provincia di Cuneo, Miroglio Textile srl di Alba e Prativero spa di Valdilana in provincia di Biella. In alcuni di questi dpi si leggono le scritte “made in Marocco”, altri dpi piemontesi invece, secondo un noto quotidiano online, sarebbero state prodotte in Campania dalla Hismos srl di Ottaviano (provincia di Napoli).

“Nulla di male” – commenta Grimaldi – “purché ci facciano capire per esempio se vi sia stato un subappalto o se alcune delle tre aziende piemontesi abbiano in realtà comprato da altri le mascherine. Siamo rimasti allo slogan ‘il Piemonte fa da sé’, ma di questo poco ci importava e ci importa: vogliamo semplicemente sapere se i subappalti e soprattutto i dpi sono regolari e certificati. Saranno distribuiti ai cittadini? Qualche Asl ha comprato da quelle aziende per i medici? Infine, che ne è della task force lanciata dalla Regione per ‘garantire la conformità tecnica dei dispositivi di protezione individuale’, che doveva coinvolgere Politecnico, Università di Torino e Università del Piemonte orientale? Mascherine e camici sono stati effettivamente certificati tutti?”.

Il Presidente Grimaldi oggi ha chiesto agli Assessori competenti comunicazioni in Aula e in Commissione legalità a proposito di queste complesse vicende. La Giunta e il Presidente del Consiglio hanno convenuto di dare queste risposte in Commissione Legalità. “Le emergenze sono terreni scivolosi e sdrucciolevoli ed è per questo che per le attività ‘maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa’ si possono chiedere alle prefetture informative antimafia per subappalti sotto soglia” – ha concluso Grimaldi. – “È stato fatto per precauzione?”.

Mascherine piemontesi “made in Napoli”. Grimaldi: “Nulla di male, ma la ditta di Ottaviano è tra i fornitori della Regione?”

 

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