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mercoledì, 29 Maggio 2024

Lupi visita il cantiere di Chiomonte: “Contro i No Tav usiamo ancora l'accusa di terrorismo”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Il ministro dei trasporti e delle infrastrutture Maurizio Lupi è arrivato in mattinata al cantiere della Tav di Chiomonte assieme all’ad delle Ferrovie dello Stato Michele Elia. I due hanno visitato l’area, dove gli scavi sono arrivati alla profondità di 1930 metri accompagnati del direttore della Ltf, la società titolare dei lavori, a Mario Virano e all’immancabile senatore Si Tav Stefano Esposito.
Nel corso della visita, in cui Lupi ha pranzato con gli operai e tecnici del cantiere, il ministro ha avuto anche modo di esprimere la sua preoccupazione nei confronti del movimento No Tav: «Mi preoccupa il cambio di strategia. Non potendo bloccare il cantiere di Chiomonte che c’è e va avanti, gli attacchi colpiscono i simboli dell’alta velocità» ha affermato Lupi facendo riferimento alla bottiglia contenente benzina ritrovata nei pressi della Firenze-Roma.
Ma soprattutto il ministro ha colto l’occasione per esprimere la sua solidarietà alla Procura di Torino che solo settimana scorsa ha visto cadere l’accusa di terrorismo formulata nei confronti di 4 attivisti No Tav: «Sin dall’inizio – ha ricordato Lupi – ho auspicato che la Procura di Torino ricorra in appello rispetto alla sentenza di primo grado: è talmente evidente il contesto in cui queste azioni avvengono che le indagini coraggiose che la Procura sta svolgendo e anche il coraggio di assumersi la responsabilità di formulare l’accusa di associazione con finalità terroristiche siano un segno importante. E d’altronde gli imputati dono stati condannati a 3 anni e 6 mesi, una pena che non si da’ di certo a chi gioca a pallone e contesta».
Intanto nell’agenda del ministro dei trasporti è già stato fissato per il 29 o 30 l’incontro con i sindaci della Valsusa: «ascolterò le loro preoccupazione, ma anche i sindaci devono cambiare il loro ruolo».

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