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martedì, 28 Giugno 2022

Luci d'artista, tanto sfortunate ma non sabotate

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Nessuna indagine per sabotaggio alle Luci d’artista da parte della Digos della Questura di Torino. I guasti che hanno portato il “Vento solare”, il grande sole dell’artista Luigi Nervo ospitato dalla facciata di Porta Nuova e rimasto spento per un giorno e per una notte, non sarebbero frutto di un’azione di sabotaggio politico, come qualcuno ha fatto intendere in queste ore. O almeno, per il momento in via Grattoni non si indaga in questa direzione.
A parlare di presunta manomissione erano stati i tecnici dell’Iren dopo che avevano verificato il pannello della luminaria, sostenendo che alcuni pezzi erano stati danneggiati, non capendo però se la cosa era stata fatta ad hoc o per un errore umano. La teoria del complotto si è fatta anche largo soprattutto perché quindici giorni fa un incendio aveva distrutto l’opera “Doppio sogno”.
Però anche in questo caso non si può parlare di sabotaggio bensì, come è stato provato, di incidente causato dalle forti piogge. E la tesi dei sabotatori è sempre meno credibile. 
Strano che il quotidiano che ha scritto manomissione e “sabotaggio” (termine politico sopratutto ora che quattro persone rischiano un totale di 40 anni di carcere per un sabotaggio di un compressore) non abbia già trovato come capro espiatorio i No Tav, anche questa volta.

@ElisaBellardi

 
 

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