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martedì, 28 Maggio 2024

Lettera aperta dell'Anpi sul vagone di Auschwitz

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Riceviamo e pubblichiamo
In merito alla discutibile posizione assunta dalla Sovrintendenza ai Beni architettonici del Piemonte che ritiene una “pagliacciata” la collocazione in Piazza Castello, in occasione della mostra su Primo Levi, del vagone della deportazione ad Auschwitz, stupisce e sconcerta l’insensibile distacco con cui viene valutata quella presenza.
La Torino antifascista, Medaglia d’oro al valor militare, conserva nella memoria quella lugubre presenza dei carri su cui i deportati partivano da Porta Nuova; conserva nella memoria volti,espressioni di donne, uomini, bambini che erano avviati in condizioni disumane a torture impensabili e alla morte.
Quel richiamo è molto forte proprio nel contesto aulico in cui è collocato, ed è l’“inciampo” che deve suscitare attenzione e memoria; definirlo “baraccone” significa ignorare quella storia drammatica di dolore e sacrifici, e quindi è utile anche per chi deve essere aiutato a ricordare.
L’ANPI è convinta che i torinesi sanno accogliere e apprezzare quel richiamo col rispetto che merita.
Al Sovrintendente Rinaldi chiediamo di recedere dalle sue posizioni, in particolare se, come figlio di partigiano, porta nella storia della sua famiglia l’orrore del fascismo e del Nazismo.
Chiediamo anche che rivolga semmai quello zelo a quel patrimonio di segni della memoria costituiti da monumenti, cippi, lapidi che onorano la storia di Torino e fanno parte del suo patrimonio monumentale.
Al Sindaco Fassino, di cui è a tutti nota l’attenzione e la sensibilità per i valori e la storia dell’Antifascismo e della Resistenza, chiediamo di operare perché si modifichino le posizioni del Sovrintendente, e il ricordo della Deportazione resti in piazza Castello, accanto al ricordo di Primo Levi.
Nel Settantesimo anniversario della Lotta di Liberazione possiamo amare anche di più le nostre piazze e la loro bellezza, se le segna il ricordo di un passato terribile e della grandezza di chi si è opposto, anche a costo della vita, per dare libertà e democrazia al nostro Paese.

Il Presidente Provinciale e Regionale
Ezio Montalenti

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