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venerdì, 31 Maggio 2024

Letta non sfiducia la Cancellieri

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

La situazione potrebbe precipitare. Il polverone Cancellieri-Ligresti non accenna ad acquietarsi e la sabbia che si sta sollevando rischia di finire negli ingranaggi del governo mandandolo in crash.
Il Movimento Cinque Stelle è insorto all’urlo “sfiducia!”. Il premier Enrico Letta ancora una volta si trova nel mirino. Dopo il tira e molla sulla decadenza di Silvio Berlusconi, ora un nuovo tormentone impazza tra gli scranni del Parlamento, nuovi rumors per allontanare i riflettori dai veri problemi della “carretta Italia” che rischia di affondare. Ma il presidente del Consiglio spera di riuscire a tenere il controllo del timone: «Vorrei evitare rotture traumatiche, se possibile – chiarisce – La squadra di governo funziona, è unita. Le polemiche sono tutte esterne. Non è tema di ora».
La telefonata della ministra Anna Maria Cancellieri per sollecitare la scarcerazione di Giulia Ligresti ha scatenato il caos. Nel Pd, tanto per cambiare, gli umori sono contrastanti chi parla di dimissioni, chi non si esprime, chi la difende e chi parla di rimpasto.
Garantismo invece è la parola d’ordine del Popolo della Libertà, a breve Forza Italia chissà. E non mancano ovviamente i paragoni scomodi: «Non deve dimettersi – tuonano Renato Brunetta e Raffaele Fitto – però sono inaccettabili due pesi e due misure, va fatto un parallelo con la telefonata di Berlusconi per Ruby».
«A Berlusconi hanno dato sette anni – sottolinea Stefania Prestigiacomo – qui in difesa della Cancellieri si schiera Caselli. Nessuna sfiducia. Tuttavia il governo non mi pare goda buona salute».
La Cancellieri ha risposto agguerrita: «Se me lo chiedessero, farei un passo indietro. Ma dovranno anche spiegare al Paese il perché. Non consento che si passi sopra il mio onore».
Il Guardasigilli parla di “metodo Boffo” perché «un quotidiano le attribuisce proprietà mai avute e stipendi mai percepiti con lo scopo di alimentare il sospetto di presunti favori che con esistono. O per gettare fango».
E poi in merito alla ormai arcinota telefonata dello scandalo, Cancellieri sottolinea che «nell’emotività non si pesano le parole, non posso rinunciare ad essere un essere umano».

 © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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