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mercoledì, 17 Luglio 2024

Caso Cancellieri-Ligresti, Caselli: "Nessuna interferenza"

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Mentre imperversa la bufera sul caso Cancellieri-Ligresti, si continua a cercare di mettere una toppa.
Il procuratore Capo di Torino Gian Carlo Caselli torna così sulla questione: «La decisione del gip di concedere gli arresti domiciliari a Giulia Ligresti è stata presa esclusivamente sulla base di fatti concreti e provati: le condizioni di salute, che rendevano pericolosa la permanenza in carcere, e il fatto che già il 2 agosto, quindi ben prima delle telefonate in questione, c’era stata una richiesta di patteggiamento accettata dalla Procura».
Dunque nessuna interferenza. E mentre in Parlamento si attende domani, quando la guardasigilli riferirà sulla sua “sensibilizzazione” del Dap per la scarcerazione di Giulia Ligresti viste le sue precarie condizioni di salute.
La rampollina di casa Ligresti era stata arrestata il 17 luglio nell’ambito dell’inchiesta Fonsai, coordinata dai pubblici ministeri Vittorio Nessi e Marco Gianoglio, per falso in bilancio e aggiotaggio.
E intanto continua la bagarre sul paragone, adottato a vessillo dell’entourage berlusconiano, tra la telefonata della Cancellieri e la compagna di Salvatore Ligresti e quella fatta da Parigi alla Questura di Milano dal Cavaliere per salvare la nipotina minorenne di Mubarak, Ruby Rubacuori.
Paolo Gentiloni, deputato del Pd, ha definito tale comparazione «ridicola e controproducente».
«Nel caso giudiziario di Ruby ci furono interventi diretti, che provocarono delle conseguenze – ha proseguito Gentiloni – La tesi del ministro Cancellieri, tra l’altro suffragata dal procuratore di Torino, è quella che le sue telefonate non hanno prodotto alcun effetto».
«I suoi rapporti con la famiglia Ligresti avrebbero dovuto suggerirle maggiore prudenza, soprattutto in occasione della prima telefonata. Ecco perché il ministro deve venire in Parlamento, senza troppa indignazione, a chiarire la situazione».

 © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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