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lunedì, 24 Giugno 2024

Le sentinelle in piedi fanno ombra ai diritti dei gay

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Si chiamano sentinelle. Come se dovessero vegliare su qualcosa. Preservare e proteggere un loro credo reazionario a cui fanno la guardia: la famiglia “tradizionale”.
Rimangono in piedi con un libro «simbolo della formazione permanente». «Una resistenza di cittadini che vigila su quanto accade nella società e sulle azioni di chi legifera denunciando ogni occasione in cui si cerca di distruggere l’uomo e la civiltà. Ritti, silenti e fermi vegliamo per la libertà d’espressione e per la tutela della famiglia naturale fondata sull’unione tra uomo e donna». Questa la descrizione che danno di se stessi.
Dunque riconoscere le unioni omosessuali secondo loro vorrebbe dire distruggere l’uomo e la civiltà. Ma si foggiano di termini come “resistenza” che significa libertà e antifascismo.
Si definiscono «apartitici e aconfessionali», ma non disdegnano di scendere in piazza con Forza Nuova, con esponenti politici di destra (Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia, Silvio Magliano del Nuovo Centro Destra, Giampiero Leo del Nuovo Centro Destra) e di essere sponsorizzati dalla Chiesa (l’Arcidiocesi di Torino ha pubblicizzato sul sito la loro iniziativa in piazza Carignano di sabato scorso). C’era anche qualche volto noto del Sermig, il cosiddetto Arsenale della Pace, l’Impero settario di Olivero, che quando vuole festeggiare qualcosa mette in prima fila però generali e ufficiali dell’Esercito, quelli che la guerra continuano a farla.
Ma urlando silenziosamente la loro disapprovazione nei confronti ad esempio del ddl Scalfarotto contro l’omofobia che sanziona chi discrimina a causa dell’orientamento sessuale non fanno altro che negare l’uguaglianza di diritti e la libertà di espressione, che loro proclamano a gran voce e con cui si riempono la bocca.
«Non aneliamo al migliore dei mondi – spiegano – ma a un mondo migliore nel quale si possa ancora insegnare ai propri figli che la famiglia naturale è fondata sull’unione tra un uomo e una donna. Un mondo nel quale nessuno potrà essere arrestato per avere osato esprimere un proprio ideale».
Se gli ideali sono il reazionarismo e la difesa dell’“integrità” della famiglia e non la libertà e l’uguaglianza, il mondo certo non sarà migliore.

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