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giovedì, 23 Maggio 2024

L’arte invisibile. La mostra senza opere che fa discutere

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di Moreno D’Angelo
Non c’è un’opera. Le sale sono completamente vuote e la gente osserva pareti bianche. E’ l’ultima novità in campo artistico proposta alla Schulbert Gallery di New York da Lana Newstrom. Il pubblico fissa e si sofferma su pareti completamente vuote.
La giovane artista, 27 anni, è riuscita a fare centro. La critica, i commenti ironici sui social network l’hanno messa al centro della ribalta. Per la Newstrom è solo questione di immaginazione e di libertà di espressione. Una riflessione che potrebbe far risalire al discorso di “arte concettuale”.
“L’arte è immaginazione e questo è quello che chiedo alla gente di fare. Devi immaginare il dipinto o la scultura che stai ammirando”. L’agente dell’artista Paul Rooney, oltre a definire la Newstrom come la migliore artista contemporanea, punta molto sul fattore economico: “Quando ti descrive ciò che non vedi, inizi a capire perché uno dei suoi lavori “invisibili” può valere milioni di dollari”.
Non si sa fino a che punto la provocatoria iniziativa sia in realtà dell’artista o, come si vocifera, sia una idea di giornalisti della CBC. La cosa buffa è che esista anche un catalogo di opere invisibili sul sito dell’artista.
Le provocazioni e le curiosità nel mondo dell’arte non sono certo una cosa nuova. Certo Lana Newstrom è riuscita a fare il botto con questa idea. Le pareti vuote, come un concerto senza musica o un bosco senza alberi, hanno comunque avuto il merito di far riprendere la discussione, ferma e stantia tra addetti ai lavori, su cosa sia realmente oggi l’arte. Non certo l’inflazione di expo, spesso molto discutibili, di supporto a iniziative o come “tappezzeria” che invade molti locali.
L’arte come “concetto” torna centrale. In questa iniziativa, che certamente non si fermerà a New York, vi è tutta la ritualità e sacralità dell’expo come evento , mancano solo le opere, ma la gente completa il rituale fissando le pareri vuote forse molto più che in tanti loft dove chiacchiere e buffet la fanno da padrona sulle opere esposte. L’importante è creare originalità e farsi conoscere.
Non si è capito bene come si possa quotare una opera che non esiste.. Certo per tanti bravi artisti che a fatica riescono a esprimersi e a vendere qualche pezzo si tratta di una vera beffa.
Tra gli aspetti positivi di questa originale iniziativa vi è il sostegno che il sito dell’artista offre alla fondazione Electronic Frontier Foundation, impegnata per la libertà di parola di blogger, giornalisti e dissidenti.
Pare comunque vi sia comunque un vivo interesse da parte dei galleristi. Il mercato ha bisogno di effetti speciali.

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