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martedì, 28 Maggio 2024

La proposta indecente di Foodora. La lotta dei rider continua

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

di G.Z.

I rider ribelli rispediscono al mittente la proposta dell’azienda. La lotta dei fattorini di Foodora continua, con un presidio davanti alla sede di Torino, mentre i manager italiani si preparano ad incontrare i responsabili della start-up tedesca, per parlare della vertenza.

Una trattativa i cui sviluppi vengono resi noti dalla pagina facebook “Deliverance Project”, dove viene data la notizia che l’azienda dell’applicazione per la consegna di cibo a domicilio, ha «divulgato a mezzo newsletter aziendale la propria proposta».

«La proposta indecente avanzata dai nostri dirigenti – spiega Andrea Ruta, rappresentate dei rider di Foodora – consiste banalmente nel passare da 2,70 euro netti a consegna a 3,70 euro, in una presunta accelerazione dell’attivazione delle convenzioni per le riparazioni delle bici e in una promessa di riorganizzazione della comunicazione interna».

Una proposta “indecente”, quindi, ritenuta dai lavoratori “una provocazione gravissima, da ritirare”. Ed è discutibile anche nella maniera con cui è stata divulgata.

«Le condizioni sono inaccettabili oltre che incredibilmente offensive e irrispettose nei confronti di noi tutti, visto e considerato che abbiamo esaustivamente spiegato che l’abolizione del Co.co.co. e del cottimo sono punti imprescindibili della nostra battaglia».

«Se queste sono le loro condizioni – aggiunge Ruta- non ci sono i presupposti minimi per intavolare una trattativa e di questo dovranno rendercene conto».

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