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giovedì, 6 Maggio 2021

La mummia di Borgo San Dalmazzo: una verità nascosta tra i silenzi

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Redazione
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Silenzio. È questo tutto ciò che circonda la vicenda della mummia di Borgo San Dalmazzo. Una villetta bianca, come tante, in via Pedona, ma con all’interno un mistero che continua a far parlare di sé.
 Borgo San Dalmazzo si chiude
Una mummia. Il corpo di una donna, Graziella Giraudo, la santona del paese. Corporatura robusta, capelli castani di media lunghezza. Conosciuta da molti, in questo piccolo paese nel cuneese e in cui ora tutti si chiudono in casa, lontani dalle telecamere e dai bloc notes dei cronisti. Una comunità che non ha voglia di parlare di questa vicenda .
Quella donna, da nove giorni è diventata la mummia. Chissà però da quanto tempo Graziella Giraudo non era più viva.
 Il colore del cuoio
Un corpo con la pelle di cuoio rinvenuto in una stanza piena di mobili seduto su un divano con le gambe avvolte in lenzuola come un sudario e la mano destra alzata, come se dovesse imporre una benedizione.
Un ritrovamento avvenuto dopo il funerale della consuocera, Rosa Giraudo, stesso cognome, ma solo per caso, con cui viveva e che era malata da tempo di tumore.
Vivevano, come detto, da diversi anni insieme. Un legame forte e particolare che nessuno riesce a raccontare. Neppure i figli e i parenti, figuriamoci i vicini, che si accorgevano della loro presenza solo quando le vedevano uscire in automobile. Erano strane, qualcuno si fa scappare, si erano isolate da tempo. Pare addirittura anni.
Nonostante ciò la santona riceveva, leggeva il futuro, o almeno così qualcuno credeva, attraverso le carte, i tarocchi. Questi tutti lo sapevano, ma ancora nessuno si è presentato agli investigatori per dire “Si, io andavo da Gabriella”. Voci, molto attendibili, ma sempre voci che corrompono la realtà.
 Le indagini
Intanto in quest’aura di mistero, la procura di Cuneo ha aperto un fascicolo per occultamento di cadavere contro ignoti. Gli esami disposti dagli inquirenti, come la Tac, eseguita nell’ospedale di Savigliano, hanno verificato che si tratta di una mummificazione naturale. Il cuore di Gabriella, come del resto tutte le viscere, è conservato perfettamente. Ma cosa significa tutto ciò?
Significa che qualcuno si è preso cura di quel corpo dopo il decesso perché serve una certa areazione, ma che l’aria non sia troppo calda. Ma soprattutto bisogna trattare la pelle con oli ed essenze fino a ottenere uno strato come del cuoio scuro. Proprio come quello che è ora il volto della santona.
 Il fantasma
Il mistero però della mummia incomincia molto prima. Nel marzo del 1992, quando scade la sua carta d’identità. Da allora non è mai stata rinnovata.
Prima di diventare mummia, Graziella è stata fantasma: nessuna bolletta è intestata a suo nome, come anche nessun conto corrente. Non riceve pensione.
Graziella, per l’anagrafe, era ancora residente in via Ambovo 68, a pochi metri da quella stanza nella villetta degli orrori, con suo marito Aldo Pepino, almeno ufficialmente ma che di fatto non lo era più.
 Il silenzio che nasconde il segreto
Le domande diventato pesanti come macigni. Come può una donna scomparire per oltre un anno senza che nessuno si preoccupi? Prima di tutti i parenti più stretti che ora si sono chiusi in quel silenzio che circonda e ovatta tutta la vicenda. Quando qualcuno chiedeva a Rosa di Graziella lei rispondeva che Graziella era in viaggio. Nessuno poteva varcare la soglia della casa della mummia.
E adesso rimane un corpo dal volto di cuoio, il cui mistero ora Rosa custodisce in quel cimitero, in quella bara, sulla cui lapide fanno capolino dei fiori, intirizziti dal freddo di novembre.

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