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giovedì, 30 Maggio 2024

Ivrea, pensionato trovato morto con carta in bocca: si indaga per suicidio

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Un corpo riverso a pancia in giù in un bagno dell’appartamento, di via Alcide De Gasperi 6, a Ivrea. Della carta assorbente, di quella che si usa in cucina, appallottolata in gola e la porta chiusa a chiave.
Un mistero questo della morte di Benito Peloso, 72 anni, pensionato della Montefibre, trovato nella sua abitazione al piano rialzato di una palazzina, il 2 aprile. Il medico legale parla di decesso per asfissia.
Inizialmente si è pensato che potesse trattarsi anche di suicidio, in attesa che l’esame autoptico, disposto per domani possa far parlare quel corpo. Ma troppi tasselli non combaciano. Se l’uomo si fosse chiuso all’interno del bagno, le chiavi si troverebbero in quella stanza. E invece non ce n’è traccia.
I vicini di casa due giorni fa avevano chiamato i carabinieri perché non lo vedevano da un po’ di tempo, preoccupati.
I vigili del fuoco, giunti sul posto, hanno trovato la porta dell’abitazione socchiusa, mentre quella del bagno, come detto, chiusa. Una volta sfondata hanno trovato Peloso morto disteso sul pavimento.
I carabinieri ora stanno indagando per cercare di ricostruire questo caso complicatissimo, come lo ha definito il procuratore capo della Repubblica di Ivrea, Giuseppe Ferrando. «Aspettiamo l’autopsia, ci dirà molte cose – spiega – Questa è una storia complicatissima».
L’uomo aveva appena ritirato la pensione, per questo gli inquirenti sospettano anche che si possa trattare di una rapina finita male, anche perché nell’abitazione dei soldi non c’è traccia.
Chi lo conosceva parla di una persona molto generosa, che per un periodo aveva ospitato una famiglia, marito e moglie con una figlia, che si erano trasferiti in Liguria, mentre la giovane era rimasta in città.
Ora solo l’autopsia potrà dire di più di quel corpo riverso in un bagno con della carta in bocca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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