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venerdì, 21 Giugno 2024

Iniziative e fondi in arrivo per migliorare l’aria in Piemonte entro il 2025, ma il quadro resta critico

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

Qual è la qualità dell’aria in Piemonte e in particolare a Torino?

Sulla base degli ultimi rilievi operati dall’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale), nel 2022 e nei primi mesi del 2023 si è registrato un miglioramento in linea con il trend avviato nel 2003. 

Un dato positivo, anche se a Torino molti cittadini, e le associazioni ambientaliste, denunciano un quadro ancora preoccupante per la salute. 

“Dall’inizio di quest’anno a oggi, quindi nel periodo più critico per la qualità dell’aria, tutti gli inquinanti (Pm10, Pm2,5 e biossido d’azoto) sono in calo rispetto allo stesso periodo del 2022” ha dichiarato Secondo Barbero, nuovo presidente di Arpa, affiancato all’assessore all’ambiente Matteo Marnati, mentre davanti al Palazzo regionale si svolgeva la protesta dei lavoratori della Lear. 

“Gli investimenti e un approccio sinergico stanno portando risultati importanti. Interventi strutturali che hanno comportato un netto miglioramento del quadro generale rispetto agli ultimi diciannove anni”. E’ fiducioso l’assessore Marnati sulle varie misure in corso d’opera e in avvio, gestite dalla Regione, sottolineando come si tratti di una sfida fondamentale per la salute pubblica. Una sfida  che si giocherà sulla capacità di usufruire in Piemonte di una pioggia di fondi strutturali,  pari  a 352 milioni di euro. Fondi mirati a migliorare la qualità dell’aria e per la decarbonizzazione di diversi comparti.  (rottamazione veicoli vecchi e inquinanti, minor emissioni ammoniaca dall’agricoltura, sostituzione delle caldaie a biomasse e legnose e per incentivare il ricorso a energie rinnovabili e mezzi pubblici nel trasporto urbano.

 Un discorso insomma che non riguarda solo auto e caldaie ma che tocca tutto il comparto produttivo.

All’incontro ha preso parte anche il dirigente del Settore Emissioni e rischi ambientali Regione Piemonte Aldo Leonardi, che ci ha dichiarato “Siamo in procedura di infrazione comunitaria e dobbiamo dimostrare che entro il 2025, attraverso tutti questi interventi, saremo in grado di raggiungere i limiti prefissati.”. 

Tuttavia anche per questo 2023, il riproporsi di caldo e scarse piogge,  potrebbero creare non pochi problemi anche alla qualità dell’aria in Piemonte dopo un anno in cui si sono registrati 111 giorni consecutivi senza pioggia.

Certo vi sono stati dei miglioramenti nella media di questi ultimi venti anni, ma il panorama a Torino non è ancora cosi confortante per i suoi cittadini 

I dati 2022 sul Pm10 (polveri sottili) evidenziano come non abbiano superato, nella media annua, i valori limite in nessuna delle stazioni di monitoraggio regionale, questo però non significa che siano sparite le criticità dei superamenti giornalieri nei principali centri urbani. 

Migliora il quadro per il biossido d’azoto, anche se la centralina di Rebaudengo continua a registrare valori oltre il limite (40 microgrammi), mentre Torino Consolata (altra zona di elevato traffico veicolare)  risulta per la prima volta nei limiti dal 2010, a livello di media annuale. 

I fattori climatici invece peseranno sull’ozono, un fattore inquinante molto legato alle alte temperature i cui valori limite sono stati superati sul territorio piemontese

Non a caso a Torino sono in molti non solo a lamentarsi per l’aria tra bronchiti e malattie respiratorie non accennano a calare. 

 “Stiamo agendo su vari fronti.  Riscaldamento, trasporti agricoltura, e l’insieme di queste misure messe in campo stanno progressivamente dando i frutti nel trend tendenzialmente positivo di questi ultimi venti anni” ha dichiarato Barbero.  “Certo-ha aggiunto – con temperature molto alte (possibili anche nel 2023)   il fattore ozono che potrà dare qualche problema ,mentre per  il biossido d’azoto bisognerà lavorare per mezzi di trasporto meno inquinanti”. 

In conclusione si segnala la novità per gli automobilisti rappresentata dalla possibilità allo studio di consentire la circolazione attraverso limiti che riguardano il chilometraggio complessivo.  Un modo per limitare le emissioni veicolari (polveri sottili) della mobilità privata senza ricorrere a limitazioni generalizzate del traffico. 

Per le associazioni ambientaliste la tendenza di decrescita dell’inquinamento è ancora troppo lenta e resta pesante il divario rispetto ai target europei previsti per il 2030. E tra le città inquinate, nonostante gli sforzi, permane Torino. Questo ricordando che in Europa le conseguenze delle polveri sottili  sono  la prima causa di morte prematura dovuta a fattori ambientali. In termine tecnico si parla di PM 2.5   una sigla che raggruppa tutte quelle particelle di polveri sottili particolarmente invasive e pericolose di dimensione uguale o minore a 2,5 micron.

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