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domenica, 26 Settembre 2021

Incendio via Lagrange, procura verifica lavoro di fabbro

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Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Resto l’unico nome iscritto nel registro degli indagati quello del fabbro che al mattino stava eseguendo dei lavori nella mansarda da cui è scoppiato l’incendio che ha distrutto trenta appartamenti e 1800 metri quadri di due palazzi tra via Lagrange e piazza Carlo Felice lo scorso venerdì. 

La procura conferma che l’uomo è l’unico indagato per incendio colposo e che non è stato ancora ascoltato dal pm titolare dell’inchiesta Alessandro Aghemo, ma invece interrogato dagli investigatori dei Vigili del Fuoco ha confermato che la fiammata partita dalla sua saldatrice ha fatto partire l’incendio. Resta da chiarire invece chi ha incaricato l’uomo dei lavori nell’appartamento che al momento era oggetto di una compravendita tra la società immobilitare e un imprenditore per cui era stato firmato il compromesso ma ancora non c’era rogito.

Intanto alcuni dei condomini sfollati e che ancora non sanno quando potranno rientrare si sarebbero già rivolti a studi legali per sapere come procedere per i risarcimenti per i danni subiti. I vigili del fuoco sono ancora al lavoro e stanno mettendo in sicurezza il tetto e successivamente provvederanno al recupero dei beni personali delle famiglie sfollate. 

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