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giovedì, 30 Maggio 2024

Incendio in via Lagrange, il giorno dopo per i cento evacuati

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

La mattina dopo il vasto incendio che ha coinvolto i piani alti di due stabili di via Lagrange, angolo piazza Carlo Felice si apre con il silenzio attorno alla zona ancora completamente transennata. Negozi e bar chiuso, il nastro bianco e rosso a tenere lontano i curiosi e gli ultimi fumi di focolai che ancora devono essere domati che escono dalle finestre. 

Sotto i porti ci corso Vittorio Emanuele invece la lunga fila delle oltre cento persone che ieri sono state evacuate e che dopo la notte fuori casa ora potranno tornare, uno per volta e accompagnati dagli uomini dei vigili del fuoco, a prendere le loro cose. Da un furgone i vigili li chiamano a uno a uno, compilano i moduli e attendono. 

Poi c’è chi aveva l’appartamento ai piani danneggiati dell’incendio che invece vuole conoscere lo stato in cui ai trova i i loro beni. Come Francesca Mancini, titolare di Add Editore, con uffici nelle mansarde del quinto piano. “Abbiamo sentito l’odore di fumo, poi visto il fuoco e siamo uscite. Per fortuna non eravamo ancora tutti in ufficio ieri. Ora vorrei sapere se e quando sarà fatto un sopralluogo, non sappiamo lo stato dei nostri computer e dei nostri libri”.

Oppure Roberto Romagnoli dentista che fa quattro anni viveva li “avevo il sogno di vivere in centro a Torino. Per ora mi ospita mio fratello, ma dovrò trovare una sistemazione” racconta. “Ero fuori città mi hanno avvisato degli amici, ma non pensavo sarebbe finita così. Non ci fanno entrare nemmeno per prendere i beni di tutti i giorni”.

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