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martedì, 21 Maggio 2024

Incendio al San Martino di Genova, una vittima

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di Alessandra Del Zotto
Incendio nella notte all’ospedale San Martino di Genova. Le fiamme sono divampate in una stanza del dipartimento di medicina interna del reparto oncologico del nosocomio provocando una vittima, il paziente Marco Tesser, 60 anni. L’uomo, colpito da una grave malattia, aveva tentato il suicidio nel pomeriggio di ieri cercando di gettarsi da una finestra. L’intervento di un’infermiera era riuscita ad evitare il peggio.
Ad avvertire il personale dell’ospedale dell’incendio sarebbe stata la stessa donna che assisteva Tesser, probabilmente la compagna, rimasta ferita nell’incidente. «La signora mi correva incontro – racconta l’infermiera accortasi per prima di quanto stava accadendo – Era avvolta dalle fiamme e la sedia le si era fusa addosso. Urlava, faceva paura. Assieme a una collega ho spento le fiamme che l’avvolgevano con una coperta poi sono andata nella stanza che era invasa dal fumo». La donna è ora ricoverata nel reparto grandi ustionati dell’ospedale.
«Quello che ho visto era terribile – continua l’infermiera – Ma sapevo di dover chiudere la porta e creare una barriera per il fuoco. Ho seguito le procedure». La sua versione è stata confermata dalla direzione del San Martino, che ha elogiato la professionalità con la quale la donna ha affrontato la situazione, evitando che l’incendio si propagasse ad altre aree del nosocomio.
Grazie alla prontezza con cui l’allarme è stato lanciato dal personale, è subito intervenuta la squadra antincendio dell’ospedale e, in seguito, i vigili del fuoco che in mattinata hanno dichiarato inagibile il padiglione.
Spostati immediatamente il 25 pazienti dell’area interessata dalle fiamme, alcuni dei quali lievemente intossicati dal fumo, che ora sono allettati in parte nel padiglione oncologico Obi e in parte in pneumologia.
Ancora da accertare le cause e le responsabilità dell’incendio, anche se i vigli del fuoco non escludono che sia stato provocato da una sigaretta accesa vicino alle bombole d’ossigeno. Sembra piuttosto sicuro comunque, stando alle affermazioni del personale sanitario, che il divampare delle fiamme non sia dovuto «a malfunzionamento dei macchinari o del circuito elettrico dell’ospedale».

 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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