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domenica, 26 Maggio 2024

In ricordo di Paolo Borsellino Allasia con Caselli: “Mafia cancro sociale”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Ventisette anni fa il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta perdevano la vita nella strage di via D’Amerio. Oggi in occasione della commemorazione di Borsellino il presidente del Consiglio Regionale Stefano Allasia ha partecipato alla cerimonia per le vittime della mafia nell’immobile di San Giusto Canavese sequestrato al narcotrafficante Nicola Assisi, arrestato l’8 luglio in Brasile dopo anni di latitanza.
«Oggi siamo qui a commemorare Paolo Borsellino, un grande uomo di Stato che ha sacrificato la propria vita per combattere la criminalità organizzata. La mafia è un avversario difficile e insidioso da piegare e, proprio per questo, non va mai abbassata la guardia. Voglio rivolgere un plauso particolare a tutti gli agenti delle forze di Polizia che quotidianamente lottano per sconfiggere questo ripugnante cancro sociale, purtroppo presente anche nella nostra regione. La confisca di questa villa a San Giusto Canavese e la recente cattura dopo anni di latitanza del boss del narcotraffico che l’abitava, è la prova che lo Stato vince. Il mio auspicio è che al più presto l’immobile possa essere messo a servizio della comunità» ha detto Allasia.

Alla cerimonia hanno partecipato anche il presidente della Regione Alberto Cirio, il prefetto di Torino Claudio Palomba, il già procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli e i consiglieri regionali Mimmo Rossi e Diego Sarno.

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