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mercoledì, 28 Settembre 2022

Il caro bollette costringe alla cassa integrazione i lavoratori della cooperativa Pirinoli

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Ancora non ci credono al silenzio che aleggia attorno allo stabilimento della Cartiera Pirinoli, a Roccavione, 20 chilometri da Cuneo. Silvano Carletto e Ferdinando Tavella, presidente e vicepresidente dalla cooperativa, sono in ufficio come ogni lunedì mattina, ma pochi metri più in là nei capannoni in cui si lavora i recuperi di carta per ottenere cartoncino per la grande distribuzione e imballaggi tutto è fermo. I macchinari sono spenti perché i 90 dipendenti sono in cassa integrazione.

Non che non ci sia lavoro o ordini da portare a termine. Ma i rincari delle bollette del gas sono diventati tali che l’azienda non può più sostenere i costi della produzione e preferisce sospenderla. “Già da inizio 2021 abbiamo fronteggiato un aumento dei costi dell’energia, inizialmente attutiti aumentando i prezzi dei nostri prodotti. Ora ciò non è più possibile: i rincari sono troppi, un anno fa pagavamo 400mila euro a bolletta, con il valore attuale del gas potremmo arrivare a pagare 5 milioni di euro per lo stesso quantitativo di gas utilizzato. E nel contempo si sta verificando una diminuzione dei consumi” spiega il presidente di Pirinoli Silvano Carletto.

Qualcosa mai accaduto nella storia recente di Pirinoli, da quando nel 2015 la cartiera si era ricostituita in forma cooperativa dopo che i dipendenti avevano scelto di avviare un processo di Workers Buyout, ovvero diventare proprietari riscattando l’impresa dal fallimento e garantendosi così un posto di lavoro. Da allora imballaggi non si è mai fermata e anche negli anni del Covid hanno chiuso in utile i bilanci, riuscendo a distribuire ristorni ai soci.

Almeno, fino alle ultime bollette, rincarate anche dell’800%. Troppo, soprattutto per un’impresa che per la sua produzione consuma molta energia e che per il momento non ha a disposizione soluzioni alternative al gas. “Speriamo di ricorrere alla cassa integrazione il meno possibile, ma è chiaro che servono interventi e aiuti concreti, come il price cap (un tetto ai prezzi) sul costo del gas ad esempio. Noi lavoriamo sul mercato internazionale e molti nostri competitor, proprio per politiche più favorevoli alle imprese energivore, non hanno così tante difficoltà” conclude Carletto.

Il responsabile territoriale di Legacoop Piemonte per Cuneo, Renzo Brussolo, ha dichiarato: “La cooperativa Pirinoli è la più grande realtà di Workers Buyout del territorio piemontese e tra le più grandi in Italia. In questi anni è riuscita a consolidare il suo ruolo e ad avere buoni risultati nei bilanci. Attorno alla cartiera ruota l’economia del territorio, con oltre 90 famiglie e altre 40 se contiamo l’indotto. Chiediamo dunque una giusta attenzione verso le realtà economiche locali, in particolar modo quando rappresentano esperienze di qualità come quella di Roccavione, che in questi anni ha saputo investire in innovazione adeguando i macchinari e operando in chiave di risparmio energetico. Ci auguriamo inoltre un impegno concreto per le imprese energivore che più di tutte stanno subendo le conseguenze di questi rincari”.

Già nei mesi scorsi Legacoop ha messo in campo sia a livello regionale che nazionale diverse iniziative per venire incontro alle esigenze delle nostre imprese su un tema di cui si percepiva la gravità. Oggi i nostri settori, dalla cartiera fino alla grande distribuzione, ai trasporti, alle cooperative sociali e all’agricoltura, sono messe di fronte a una condizione insostenibile se non si interviene prontamente” ha dichiarato il presidente di Legacoop Piemonte Dimitri Buzio. 

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