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mercoledì, 22 Maggio 2024

I volontari delle Olimpiadi 2006 snobbano i 5 Stelle e parlano solo con le minoranze

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Il giubbotto è sempre il solito, grigio arancione. Anche se visto il clima estivo lo indossano solo metaforicamente. Sono gli uomini e le donne che dodici anni fa hanno vissuto il loro momento di gloria olimpica facendo i volontari per le Olimpiadi Torino 2006.
Oggi sognano di ripetere quell’esperienza grazie ai Giochi Invernali 2026. A guidare la pattuglia dei “reduci” è il presidente Michele Calleri, presidente di Volo, che si è incontrato in mattinata con i capigruppo del consiglio comunale di Torino. O meglio: con le minoranze della Sala Rossa.
Già, perché i volontari del 2006 non hanno invitato la maggioranza Cinque Stelle. O meglio: non avrebbero avuto i contatti a cui rivolgersi.
E pensare che la candidatura parte proprio dalla sindaca Chiara Appendino, che nelle opposizioni troverà l’appoggio che le serve, visti gli attriti interni tra i suoi consiglieri, ma che nel caso tutto andasse per il verso giusto diventerebbe giustamente la nuova Signora dei Giochi, come fu per Evelina Christillin.
Valentina Sganga, capogruppo M5s ripete le dichiarazioni di ieri: «Noi non siamo stati invitati all’incontro». E anche il presidente del Consiglio comunale Fabio Versaci sostiene che ufficialmente di questo appuntamento non ne sapeva nulla. Nessuno è passato da lui e i volontari si sono appoggiati direttamente agli esponenti dell’opposizione.
Invece per il vicepresidente del Consiglio comunale Enzo Lavolta che nel suo intervento afferma di essere rammaricato dell’assenza pentastellata, sottolineando che la Sganga avrebbe accampato una scusa per non esserci.

Volontari per la candidatura

La coerenza comunque vuole che l’incontro si svolga nella sala delle minoranze, anche se nel loro intervento i volontari continuano a dire di aver invitato tutti i gruppi consiliari. Spiegano: «Come associazione di volontari in queste settimane abbiamo fatto alcune azioni pubbliche per sensibilizzare alla candidatura».
«Crediamo che oggi – continua Calleri – vista l’agenda della giornata sia importante far sentire la nostra voce anche in un tavolo politico. Abbiamo convocato tutti i capigruppo anche se purtroppo non tutti sono presenti. Ma vorremmo arrivare a una condivisione da parte di tutte le forze politiche del si alla Candidatura visto che il Coni chiede unità di intenti da parte dell’amministrazione».
I nostalgici del Toroc vogliono partecipare alla costruzione dell’evento partendo da quanto si sta decidendo in Sala Rossa: «Vogliamo analizzare la delibera che è stata presentata perché dal nostro punto di vista non ci sembra che ci siamo punti davvero insuperabili o che vadano contro una possibilità di approvare questa delibera per andare avanti in maniera unitaria»«Da associazione di volontariato vogliamo mettere a disposizione i volontari per la candidatura: noi siamo disponibili a una manifestazione pubblica per sostenere la candidatura. Definiamo quando e come».
«Ci sono secondo noi le condizioni per andare anche oltre la delibera e fare qualcosa di più e vorremmo iniziare a farlo da subito: dare un segnale che la città c’è. Siamo convinti che la candidatura sia un enorme vantaggio per la città e noi dobbiamo essere i primi a spenderci perché questo cammino possa andare avanti».
«Si è parlato di Moi come esempio negativo del post olimpico 2006 e sicuramente lo è. Per questo abbiamo pensato di partire di li con azioni concrete. I volontari 2006 collaborano già nella manutenzione di alcune aree verdi della città e siamo preparati su questo fronte. Potremmo fare manutenzione degli spazi comuni delle palazzine e se ci fossero le condizioni si potrebbe aprire un punto di ascolto di chi fruisce di quell’area potremmo raccogliere le esigenze di cura e manutenzione della zona. Il massimo sarebbe arrivare a pensare di avere un comitato promotore con sede al Moi. Sarebbe molto significativo per fare da ponte tra edizione prese te e quella futura localizzare simbolicamente la sede del comitato promotore all’interno dell’ex villaggio Olimpico».
Concludono i volontari: «Giochiamoci questa candidatura nel modo migliore dando un segnale concreto del fatto che stiamo facendo qualcosa finalizzato alla candidatura e nel contempo al miglioramento della città. Qualcosa che ci porti al 2026 lasciando giorno per giorno qualcosa di duraturo alla città. L’obiettivo è di costruire un evento che sia sostenibile e che lasci un arricchimento per Torino e non un depauperamento. Siamo convinti che si possa fare e dobbiamo fare il massimo perché una manifestazione come questa possa avere il miglior ritorno possibile per il futuro della città».
Interviene Osvaldo Napoli, deputato e capogruppo di Forza Italia: «Parliamo del sesso degli angeli. Io ho vissuto il 1999 dal primo giorno come delegato ANCI. Come è possibile quando i 5 stelle presentano una richiesta di inchiesta su quanto avvenuto nel 2006, dopo 12 anni, nei confronti di chi deve decidere la candidata italiana per il 2026. Castellani ha fatto un lavoro di presentazione bellissimo ma alla fine devi andare al Cio a cercare i voti. Quali sono i presupposti politici per sperare di ottenere la candidatura se nel contempo si chiede un’inchiesta? Ma siamo tutti matti?»
Non c’è cosa migliore dei volontari per aumentare il rapporto tra cittadini e cosa pubblica – afferma il capogruppo dei Moderati Silvio Magliano – Questo dimostra che quello che sta accadendo non è più solo un problema politico ma riguarda tutti i torinesi. L’unico dialogo che era necessario è con i 5 stelle per capire la loro posizione anche in riferimento alla richiesta di una commissione di inchiesta sul 2006. Mi chiedo con che faccia Appendino presenti una candidatura e nel contempo vada a richiedere un accesso agli atti sulle Olimpiadi».
Va avanti Magliano: «La disponibilità come Moderati per provare a trovare una sintesi c’è stata tutta. Ma credo che voler fare una comiduone di inchiesta sul 2006 è un segnale forte del loro reale punto di vista. È un crescendo: è come se ogni volta in cui si affaccia la possibilità di fare i Giochi olimpico i consiglieri aggiungono in carico da 90 per fare in modo che il coni dica “allora proprio no”. Sembra che Torino faccia un favore al Coni e hanno scritto un documento in vogliono porre loro el condizioni mentre alla fine se si vuole si trova come mettere a posto tutta una serie di sfumature» .

“C’è chi sta volutamente boicottando la candidatura di Torino”

Per il Partito Democratico parla Enzo Lavolta: «Grazie per averci voluto incontrare e mi spiace per l’assenza della capogruppo del movimento 5 stelle. Il gruppo del Pd di Torino è disponibile a darvi una mano per qualunque tipo di iniziativa perché è necessario far capire a questa amministrazione il sentimento della città. Più che indagare su come si è speso nel 2006 dovrebbero sentire le voci di chi allora si è ravveduto riscoprendo una città trasformata dalle Olimpiadi».
«È evidente che c’è una differenza sostanziale tra Torino e Milano che si esprime con delibera di giunta – aggiunge Lavolta – Qui serve una delibera di consiglio per capire una volta per tutte che cosa pensano. Pur di evitare che qualcuno possa dire che facendo le pulci al dossier possiamo compromettere il percorso noi abbiamo detto si a tutti i loro 12 punti: va bene tutto purché la smettiate».
Lavolta è convinto che serva scendere in piazza: «Dal mio punto di vista la delibera voluta dal gruppo consiliare Cinque stelle non rappresenta una manifestazione esplicita di interesse per i giochi olimpici e questo è il problema vero. Ed è la domanda che abbiamo posto alla capogruppo Sganga. E dopo poche ore ecco che Carretto, Paoli e Sicari dicono di voler istituire la commissione di inchiesta sul 2006, è evidente che c’è chi sta volutamente Boicottando la candidatura di Torino. Oggi pretenderemo dalla sindaca chiarezza e di verificare che ci sia una maggioranza capace di esprimere ciò che il Coni chiede. Una manifestazione serve per far capire alla sindaca che la città e da un’altra parte rispetto a dove va la sua maggioranza».

Sganga: “Ho già dato la mia disponibilità ad incontrare i volontari”

«È un peccato che quattro consiglieri di maggioranza riescono a ribaltare la situazione mentre in questi giorni assistiamo a manifestazioni di sostegno alla candidatura da parte di numerosi soggetti – interviene nuovamente Calleri – L’assurdo è che siamo bloccati. Ed è triste che si sta verificando una situazione di non rappresentanza rispetto a chi la città la vive davvero e vuole la candidatura. Stiamo dicendo che siamo a favore di una cosa ma non siamo in grado di farla pur volendo farla. Questo immobilismo è inconcepibile».
Il già consigliere regionale di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone, anche lui presente all’incontro, sostiene che «molti di questi consiglieri sono al secondo mandato e sanno che tra qualche anno non saranno più in consiglio e preferiscono mantenere la posizione del loro gruppo stretto dove finiranno di nuovo finita l’esperienza in consiglio».
Secondo Napoli: «Ormai ci sono sindaci che in maniera autonoma stanno trattando con il sindaco di Milano Beppe Sala».
Gli fa eco Lavolta: «Milano ha un’economia che gira e tante altre porte aperte. La sta vivendo come un tassello in più che si aggiungerebbe. Qui a Torino non c’è strategia».  Continua Lavolta: «So che la valli sono più interessate e si stanno muovendo anche in modo autonomo il problema è che ne va del futuro della città».
Il Pd rimarca:«Siamo disposti ad aiutare la sindaca Appendino ma sappiamo benissimo che una delibera di consiglio non è sufficiente».
Napoli vuole il ritiro della mozione sulla commissione d’indagine: «Io voto la delibera però è necessario che prima si ritiri la mozione di Carretto che reputo un’offesa per chi ha organizzato il 2006 altrimenti non voto nemmeno la delibera». Lapidario Lavolta: «Non barattiamo».
Intanto per giovedì alle 21 è prevista una fiaccolata pro-Olimpiadi davanti a Palazzo di Città, mentre sabato 21 alle 18.30 un flash mov a Pinerolo davanti a Palaghiaccio.
Tornando agli assenti e alla polemica la capogruppo dei Cinque Stelle Sganga non sfugge al faccia a faccia con i volontari nonostante il disguido: «Ho già dato la mia disponibilità ad incontrarli nei prossimi giorni», commenta.

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