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venerdì, 12 Agosto 2022

Gtt, nessun concordato: intesa trovata tra Regione e Comune

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Andrea Doi

I casi sono due: o i soldi sono stati trovati oppure si fa strada l’applicazione della Legge Marzano.
Per salvare Gtt passa la linea della Regione e quindi nessuna procedura concorsuale.
Una stringata nota congiunta arrivata alle redazioni in serata spiega che: «Città di Torino e Regione Piemonte oggi pomeriggio si sono incontrate per fare il punto sulle attività riguardanti il piano industriale in corso di eleborazione da parte di Gtt e degli advisor. Il piano ultimato sarà sottoposto agli organi competenti. Si esclude fin da ora il ricorso all’utilizzo delle procedure concorsuali».
Cosa sono le procedure concorsuali? In parole povere sono procedure giudiziarie utilizzate quando un’impresa non può saldare i debiti con i creditori. E quindi si decide di dichiarare fallimento, di portare avanti un concordato preventivo, per poi passare alla liquidazione coatta amministrativa.
Ma dunque come verrà salvata Gtt? Come si troveranno i 140 milioni di euro per evitare il baratto dell’azienda che si porterebbe dietro negli abissi anche il Comune?
Il senatore Stefano Esposito la scorsa settimana aveva presentato un emendamento al decreto fiscale per ottenere 40 milioni dai fondi di coesione e svilluppo da destinare al salvattaggio del Gruppo Torinese Trasporti.
Come dicevamo però non è da escludere l’applicazione della Legge Marzano, nata dopo il crack della Parmalat. Una procedura amministrativa e non giudiziaria, in cui, dopo un provvedimento governativo l’azienda viene affidata ad un commissario straordinario di nomina ministeriale, che predispone un programma di ristrutturazione, che può esercitare “le azioni revocatorie contro gli atti dannosi per i creditori compiuti dall’imprenditore prima di essere ammesso alla procedura, e quello di proporre ai creditori un concordato come strumento per la chiusura della procedura”.
“Questa forma di concordato, che ha trovato pratica applicazione proprio nel caso Parmalat, ha un contenuto estremamente flessibile, poiché può prevedere la soddisfazione dei creditori attraverso qualsiasi forma tecnica o giuridica e anche attraverso l’attribuzione ai creditori stessi di azioni o quote della società (o di società di nuova costituzione): con ciò trasformando, come si dice, il debito in equity (cioè in capitale di rischio)”. In Italia la Marzano è stata applicata i rari casi.
A rischiare adesso è l’amministratore delegato Walter Ceresa, già indagato per falso in bilancio relativo ai conti del 2015. Infatti, con il concordato sarebbe rimasto ad, mentre così rischia di essere commissariato.

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