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martedì, 28 Giugno 2022

Grugliasco, incontro con il candidato sindaco per il centrosinistra Emanuele Gaito

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Nella sua recente visita a Grugliasco, Andrea Orlando ha sottolineato come il ministro del lavoro non possa prescindere da una visita a Torino e a Grugliasco, città a vocazione industriale per eccellenza. Ed oggi proprio Grugliasco si trova ad affrontare la sfida più importante: quella di non perdere l’appuntamento con il futuro, rappresentato dall’insediamento del Polo scientifico universitario e dalla riqualificazione di aree industriali come quella della ex Pininfarina – Detomaso. 

Le elezioni del prossimo 12 giugno portano alle urne i cittadini per scegliere il sindaco e i consiglieri comunali. Il candidato del centrosinistra Emanuele Gaito, classe 1988, ha di fatto centrato un obiettivo: quello di coniugare al suo volto giovane l’esperienza di una lunga carriera politica che ha sulle spalle. 

Nel 2012, è stato tra gli eletti più giovani al consiglio comunale nel primo mandato di Roberto Montà, a soli 23 anni, con la lista del PD e fa il botto: con 449 preferenze risulta il candidato più votato.

Nel 2017 si ricandida e con 424 preferenze si riconferma il più votato. E’ il secondo mandato di Roberto Montà. Il sindaco gli conferisce le deleghe di assessore all’Urbanistica e all’Ambiente. Tra gli obiettivi che lo hanno più soddisfatto, ricorda la risoluzione della questione Pininfarina e il compimento dell’iter urbanistico sul Cinema, che tornerà a Grugliasco dopo decenni di assenza.

Sul suo nome si è giunti a una convergenza dopo confronti e riunioni sia interne al Partito Democratico che con gli altri partiti e liste componenti la coalizione che lo sosterrà in questa campagna elettorale.

Emanuele Gaito, dicono che una delle sue referenze sia essere grugliaschese da generazioni. 

Credo che essere radicato sul territorio, conoscerlo perché lo si è vissuto e perché ci si vive, sia importante per la costruzione di un programma reale, che risponda alle concrete necessità dei cittadini. Di Grugliasco era la mia bisnonna e i miei nonni, lo sono i miei genitori, io sono nato e cresciuto qui e qui ho studiato, ho iniziato a lavorare e il mio impegno civile e politico. La mia candidatura alla guida della città è mettermi al suo servizio e in qualche modo di ringraziarla per quanto mi ha dato.

“Candidarsi per ringraziare la città”: le sue parole sembrano quelle di un politico di lungo corso. Ma lei ha poco più di trent’anni.

La maturità politica non è dichiarata dall’anagrafe: sono stato tra i più giovani eletti nelle elezioni del 2012, avevo 23 anni e tanta voglia di scoprire, di mettermi in gioco, di imparare. Diciamo che la folgorazione sulla via di Damasco, o della politica, è avvenuta dopo un viaggio a scuola con il Treno della Memoria. Ho sentito la responsabilità di difendere ciò che è stato costruito a costo della propria vita da quelle generazioni e questo si è tradotto nell’impegno civile prima e poi politico, coi Giovani democratici. 

Impegno civico e impegno politico: sono la stessa cosa?

Credo che si arriverà, prima o poi, a riappassionarsi alla politica perché essa è in tutte le cose; ogni decisione e ogni azione che comporta una scelta e una decisione per la collettività, è politica. La lista proposta non solo dal Partito Democratico ma da tutta la coalizione dimostra che l’interesse verso la cosa pubblica è alta anche nei giovani e in chi non ha mai fatto politica fino ad oggi e che ha scelto di impegnarsi. Ad esempio all’apertura della campagna elettorale abbiamo avuto il piacere di una sala stracolma, manifestazione non solo di vicinanza al centrosinistra ma di una certa voglia di partecipare ancora alla vita politica.

Parliamo della sua coalizione. Ampia e aperta a novità. Seppur molti volti siano ben noti.

C’è il ritorno dei Moderati, che non si erano sentiti rappresentati nel programma della passata consiliatura e che ora ritornano, portando nomi nuovi insieme a esperienze già note ai grugliaschesi; c’è la lista ambientalista e di sinistra rappresentata da Europa Verde Grugliasco per Gaito a Sinistra; e poi ci sono i civici di Progetto Grugliasco, Grugliasco al centro e Gru on. Con questi ultimi abbiamo fatto un grande cammino insieme dal 2017 ad oggi, amministrando la città e intervenendo in modo corale con tutte le forze già presenti nella passata coalizione di governo azioni importanti. C’è naturalmente il Partito Democratico che presenta una lista composta per la maggior parte da donne. E’ una squadra coesa, trasversale tra storie politiche, passioni e generazioni. Tutti hanno in comune la passione per la città e la voglia di fare, insieme un passo avanti verso un futuro per il quale abbiamo già buttato le basi.

Proprio “un altro passo avanti” è il claim che lei ha scelto per la sua campagna elettorale…

Significa, appunto, un altro passo avanti nei confronti di quanto abbiamo cominciato a fare:un progetto di riqualificazione e rilancio urbanistico, ambientale, culturale, industriale della nostra città, perché noi non ci accontentiamo ma vogliamo fare ancora meglio

Ci fa degli esempi?

Penso alla grande occasione che rappresenterà l’insediamento del Polo universitario scientifico, che dovrà consentire alla città di andare oltre e di ripensare spazi e attrattività, affinché chi arriva per studiare o lavorare al campus abbia motivo per restare, interessato da quanto possiamo offrire. 

A proposito, non pensa che la riqualificazione porterà essenzialmente i costi degli appartamenti ad alzarsi vertiginosamente?

Grugliasco non sarà una città per ricchi. Dobbiamo immaginare una diversa capacità residenziale, adatta a giovani e coppie che iniziano insieme il loro percorso di vita; le infrastrutture e i trasporti saranno potenziati, penso a SFM5, alle nuove stazioni, ma penso anche ai risultati che abbiamo ottenuto in questi anni e che rappresentano motivo d’orgoglio, quali la risoluzione della questione Pininfarina e il compimento dell’iter urbanistico sul Cinema, che tornerà a Grugliasco dopo decenni di assenza. Tutto questo sarà in una città accessibile e soprattutto facendo attenzione a non creare squilibri socio-economici.

Fiori all’occhiello ma anche criticità. Ad esempio la dismissione dello stabilimento Maserati. Non teme che si aprano speculazioni su quell’area e che perda la sua vocazione industriale?

Il sindaco Roberto Montà è stato chiaro e io lo sono altrettanto: Grugliasco ha molte anime ma non può prescindere da quella vocazione industriale e manifatturiera che ne fa polo d’eccellenza della zona ovest e più in generale dell’area metropolitana torinese. Per questo quell’area non avrà altre destinazioni se non quella industriale. Garantiti i posti di lavoro delle persone che sono state trasferite nello stabilimento di Mirafiori, ora l’impegno e che non ci siano speculazioni sulla pelle del nostro territorio.

Il tema del lavoro non è in capo all’Amministrazione comunale ma alla Regione e al Governo: cosa può fare una Città?

Può fare molto: ad esempio lavorando sulle politiche attive per il reinserimento occupazionale favorendo corsi di formazione e di aggiornamento per chi cerca un lavoro o lo ha perso e si trova in un’età tale per cui il reinserimento non è cosa semplice. Ma può far molto anche rendendo il proprio territorio attrattivo per quelle industrie e quelle imprese che cercano lo spazio dove insediarsi: con l’area ex Pininfarina abbiamo fatto proprio questo, favorendo l’arrivo di tre aziende. 

Come si fa? 

Facendo rete, facendo conoscere la potenzialità del territorio e dando servizi: quindi trasporti efficaci che rendano raggiungibili le aree di interesse ma anche una macchina comunale che sappia espletare le pratiche che servono senza tempi biblici, avere la fibra che consenta alle aziende del territorio di avere infrastrutture all’avanguardia. Anche questo è fare rete. Investire su Grugliasco deve essere conveniente, utile, attrattivo. Questo è uno dei miei impegni.

Lei è appassionato di boxe: immagina la campagna elettorale come un ring?

Non mi ci vedo a fare confronti elettorali armato di guantoni. Non è nella mia natura: amo ascoltare e riflettere prima di rispondere. Mi piace studiare, documentarmi, appoggiarmi alla competenza. Tra le mie passioni c’è anche la corsa: la campagna elettorale è più simile a un lungo percorso a tappe

O a una staffetta, visto che ha l’appoggio dei sindaci precedenti Mazzù e Montà. Un proseguimento naturale nella conduzione dello sviluppo della città?

Sono orgoglioso di aver imparato molto da loro: Marcello Mazzù, ora segretario metropolitano del PD, ha saputo impostare alla città la via del cambiamento, strada che poi Roberto Montà, nei due mandati che mi hanno formato politicamente, ha proseguito portando a compimento progetti ambiziosi. Sono d’accordo con loro nel fatto che, se è vero che gli elettori vogliono risposte immediate ai loro problemi di ogni giorno, è anche e soprattutto necessario lavorare per visioni ampie che vadano spesso oltre il mandato amministrativo  per la quale ci corre. Il futuro non si costruisce in un anno. E chi promette soluzioni radicali in poco tempo non parla sul serio.

Come strutturerà la sua campagna elettorale?

Innanzi tutto dando attenzione ai cittadini e ai portatori di interesse della città: piccole e medie imprese, sindacati, università, associazioni ma anche libere professioni, commercianti, espressioni del mondo culturale: abbiamo iniziato giovedì scorso a confrontarci sulle politiche per il lavoro e le opportunità possibili, proseguiremo il 28 e il 5 maggio dando spazio a tutti i temi che troveranno poi ampio risalto nel programma, che sarà frutto di tutte le sensibilità della coalizione.  E poi starò tra le persone, che poi sono i miei concittadini da sempre, le ascolterò e prenderò appunti. Sarò a disposizione. E’ per questo che ho scelto di candidarmi, per essere a disposizione. Ho un’agenda in continuo aggiornamento. 

E quando finalmente sarà tutto finito e lei dovesse vincere, che accadrà?

Tirerò un sospiro di sollievo e comincerò a riempirla di nuovi impegni. C’è molto da fare. Un passo alla volta. Così, per Grugliasco faremo un altro passo in avanti.

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