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lunedì, 20 Maggio 2024

Grecia è Europa

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Enrico Peyretti
Su Grecia-Europa, non possiamo essere registratori passivi della situazione, dei rapporti diseguali di forza, e del criterio “in-equo” prevalente, della mentalità conforme e rassegnata.
Scriviamo prima di una conclusione della trattativa tra Grecia di Tsipras ed Europa.
Per evitare la rabbia disperata, bisognerà che si facciano dei passi reali guidati da alcuni principi come i seguenti:
– la giustizia vale più e deve prevalere sull’interesse particolare;
– gli errori di un governo passato non devono ricadere sul popolo, anche se il popolo lo aveva votato;
– un popolo, come una persona, quando è nel bisogno, anche se ha sbagliato, anche se è colpevole, va aiutato;
– la vita vale più del debito: la regola del Giubileo – temporaneità e non eternità dei debiti, per ristabilire periodicamente libertà uguali – è regola del vivere insieme, cioè della politica;
– in Europa, come in tutto il mondo umano, il forte deve aiutare il debole: la “politica”, cioè la civiltà, cioè l’umanità (polis = civis humana) è questa: la rivalità e la competizione sono in-civili, fuori dalla città umana; la politica degli interessi separati e contrapposti non è politica ma guerra, perciò è da bandire;
– in Europa la Germania coi suoi interessi vale quanto la Grecia: in una comunità civile i vasi sono comunicanti;
– tutto ciò non è utopia ma realismo, cioè condizione per conservare la realtà umana, ed evitare la distruzione: nel pericolo, l’utopia coincide col realismo (come diceva Balducci sulla situazione atomica);
– “Ci sono beni sufficienti per tutta l’umanità, non per gli egoismi di alcuni” (così Gandhi, papa Francesco, ogni persona sensata);
– i prestiti in denaro, tra stati come tra persone, per non essere reato di usura, devono commisurarsi alle possibilità reali di restituzione da parte del beneficiario: è esigenza civile la moderazione degli interessi, la dilazione senza aggravamento, la remissione.
Su questi principi si misura la nobiltà e civiltà dell’Europa, oppure il suo fallimento e ricaduta nei nefasti interessi nazionali.
«Questa economia uccide». L’economia umana, invece, è la “regola” (nómos) per con-vivere nell’unica “casa” (oíkos) umana, per produrre e distribuire equamente, da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni, e non è l’arena cruenta della concorrenza tra avidità e solitudini bisognose.

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