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lunedì, 27 Maggio 2024

Google taglia i ponti con i negazionisti del cambiamento climatico

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Vanna Sedda
C’è ancora chi nega il cambiamento climatico, o fa di tutto per ignorarlo ed opporsi alle politiche di riduzione delle emissioni di CO₂. Ma il gigante del web Google non ci sta e taglia i ponti con l’ALEC, American Legislative Exchange Council, una lobby di destra che riunisce legislatori ed esponenti del capitalismo americano, che non condivide le scelte del governo a favore del clima.
Può sembrare strano ma, nonostante il summit sul clima in i capi di stato hanno discusso di possibili soluzioni congiunte, i rapporti scientifici accreditati dalle Nazioni Unite che continuamente danno l’allarme sui livelli di gas serra nell’atmosfera, e i disastri che ne derivano a cui periodicamente assistiamo, c’è chi ancora oggi ritiene che la teoria sui cambiamenti climatici sia una farsa, anzi fa di tutto per screditare gli studi scientifici e proporne altri che dimostrino il contrario. Tutto questo per puro interesse economico e tutela del libero mercato, in cui la richiesta di energie derivanti da fonti pulite dovrebbero crescere per la domanda, non per le azioni a sostegno intraprese dai governi.
L’Alec era infatti dietro alla campagna sull’abrogazione dei mandati statali per le energie rinnovabili. Una teoria non proprio in linea con gli impegni assunti da Google.
La notizia di non rinnovare l’adesione al gruppo, considerata dal presidente della società Eric Schmidt come uno sbaglio, arriva in questi giorni in occasione del vertice sul clima, dove è stato svelato un documento dalle Nazioni Unite in cui invita gli imprenditori a considerare attentamente la politica climatica intrapresa dalle associazioni di categoria a cui appartengono e a uscire da quei gruppi che cercano di ostacolarle. Secondo l’ONU 45 aziende di grosse dimensioni appartengono a lobby con una visione anti clima.
«La questione sui cambiamenti climatici non è più in discussione – ha detto Schmidt – Tutti capiscono che il cambiamento climatico sta avvenendo, e le persone che si oppongono stanno veramente danneggiando i nostri figli e i nostri nipoti, rendendo il mondo un posto peggiore».

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