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lunedì, 27 Maggio 2024

“Giustizia è fatta”: il centrosinistra commenta la sentenza del Tar

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«Giustizia è fatta. E ora non ci sono più alibi: Cota e la sua giunta si dimettano subito e si vada a maggio alle elezioni». Le parole di Federico Fornaro, senatore del Partito Democratico, sono l’emblema delle reazioni dell’opposizione alla sentenza del Tar che annulla le elezioni regionali della primavera del 2010. E già si parla di un eventuale candidato del centrosinistra, se il Consiglio di Stato annullerà il ricorso della maggioranza: si tratta dell’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino, definito da Fornaro «l’uomo giusto per ridare autorevolezza e credibilità al Piemonte».
Anche il senatore del Pd Stefano Esposito chiede in un tweet «subito elezioni anticipate» perché «Cota è abusivo», mentre la deputata torinese dello stesso partito Anna Rossomando si schiera subito affianco di Chiamparino. «Se accetterà la richiesta che arriva coralmente dal Pd penso che si creeranno finalmente le condizioni per una svolta e per lo sviluppo della nostra Regione». Segue a ruota il presidente della Provincia Antonio Saitta, Pd. «L’emergenza che viviamo sulla sanità e la crisi occupazionale non aspettano i tempi della giustizia amministrativa – dice – Il Piemonte ha assoluta necessità di un governo regionale autorevole, in grado di impostare politiche di sviluppo e di non sprecare risorse preziose. Prima di pensare a liste e candidature, servono con urgenza programmi di governo attuabili».
Armando Petrini, segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista, è dello stesso avviso. «Con una sentenza chiara, la giustizia conforta oggi l’opinione che in molti abbiamo avuto sin dal giorno successivo al voto: Cota ricopre illegittimamente la carica di Governatore della Giunta Regionale. Per questo è opportuno giungere il più rapidamente possibile a nuove elezioni – dice – Il Piemonte ha bisogno con drammatica urgenza di un nuovo Governo della Regione, capace di invertire radicalmente le politiche tenute sin di qui dalla Giunta. Su tutti i fronti: sanità, lavoro, trasporti, diritto allo studio, cultura».
«Finalmente è stata fatta giustizia e la parola potrà tornare agli elettori» afferma Eleonora Artesio, capogruppo della Federazione della Sinistra. «Quelle consultazioni – osserva ancora – sono state minate da gravi irregolarità che abbiamo sempre denunciato e che ora sono state riconosciute ufficialmente. Se la sentenza verrà confermata dal Consiglio di Stato – aggiunge – il Piemonte potrà liberarsi di un’amministrazione non solo illegittima, ma che in quattro anni ha mal governato questa Regione producendo disastri, cui spero ora si possa porre rimedio».
«La sentenza del Tar sulle elezioni regionali piemontesi pone, speriamo, la parola fine al fallimentare governo Cota – dice Fabio Lavagno, deputato di Sinistra Ecologia Libertà – Sanità e trasporti, competenze specifiche della Regione, sono i settori su cui più l’attività della Giunta Cota ha penalizzato il Piemonte».
Dello stesso parere Monica Cerutti, consigliere regionale di Sel: «”Giù le mani dal Piemonte” lo diciamo noi – dice – Roberto Cota ponga fine a questa tormentata legislatura e si sottoponga al giudizio del voto. Se l’ex Presidente è veramente convinto di aver operato bene, sarà anche sicuro della rinnovata fiducia dei piemontesi. Noi crediamo che invece in cuor suo sia consapevole del disagio che la sua amministrazione ha creato ai cittadini».
Molto meno festoso, invece, Fabrizio Biolé, ex consigliere regionale grillino ora nel gruppo misto, che ricorda, con toni polemici: «Abbattere giudiziariamente un avversario politico non è una medaglia al merito, soprattutto per una coalizione anch’essa con sancite irregolarità. Le inopportunità e i lati oscuri della Giunta Cota, che comprendono un arresto e vari rinvii a giudizio, sono però palesi e incontrovertibili. Che il Piemonte abbia bisogno di cambiare è fuor di dubbio, ma non potrà certo farlo con Chiamparino e compagnia».

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