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giovedì, 30 Maggio 2024

Fassino: “Torino non sarà una città blindata”

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Il giorno dopo che il Ministero degli Esteri ha confermato la morte di quattro italiani nell’attacco terrorista al museo del Bardo a Tunisi, tra i quali la dipendente comunale Antonella Sesino, Torino si è svegliata ancora con i riflettori puntati.
L’orologio di Palazzo Civico non ha fatto in tempo a rintoccare le dodici, che una folla di giornalisti ha accerchiato il sindaco di Torino Piero Fassino, accompagnato dal console tunisino. Quando il primo cittadino ha preso la parola lo ha fatto per ribadire ciò che aveva detto a caldo, nei giorni scorsi: assistenza ai parenti delle vittime, attestati di solidarietà da parte dei rappresentanti della comunità tunisina e dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon. Al minuto di silenzio, accompagnato dal picchetto d’onore, sono seguite le domande dei giornalisti sullo stato delle operazioni di rientro. Quando un cronista ha paventato il rischio di una città blindata, Fassino ha risposto piccato, accusandolo di agitare spettri che non esistono, e si è affrettato a smentire, salvo poi spiegare che i mezzi di protezione sono già stati attivati.
È previsto per oggi alle 14 il ritorno dei dipendenti sfuggiti all’attacco, accompagnati dai parenti che nei giorni scorsi avevano chiesto alla Farnesina di partire per la Tunisia.
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